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Contenuto archiviato il 2023-03-01

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Da uno studio emerge che la mancata attuazione dell'agenda di Lisbona potrebbe costare non poco all'UE

Uno studio recente su "The economic cost of non-Lisbon" (Costo economico della mancata attuazione di Lisbona) evidenzia che qualora le riforme previste dall'agenda di Lisbona rivista non venissero realizzate, nei prossimi dieci anni questo si tradurrebbe per l'UE in una mancat...

Uno studio recente su "The economic cost of non-Lisbon" (Costo economico della mancata attuazione di Lisbona) evidenzia che qualora le riforme previste dall'agenda di Lisbona rivista non venissero realizzate, nei prossimi dieci anni questo si tradurrebbe per l'UE in una mancata crescita del PIL pari almeno all'8 per cento. Il documento di lavoro interno riporta una panoramica della letteratura esistente sull'impatto economico di "riforme strutturali simili a quelle di Lisbona", quali il programma "mercato interno", che, pur non corrispondendo esattamente a quelle formulate nel pacchetto di Lisbona, mirano comunque agli stessi obiettivi. Il risultato è "una valutazione, ancorché parziale, dei benefici risultanti dall'attuazione delle riforme previste nella strategia di Lisbona", afferma la Commissione. Le riforme vengono analizzate sotto cinque aspetti distinti: il mercato dei prodotti e dei capitali, gli investimenti nell'economia basata sulla conoscenza, il mercato del lavoro, la politica sociale e quella ambientale. Questi a loro volta sono messi in relazione con i principali obiettivi di Lisbona: una maggiore competitività, la creazione di un'economia dinamica basata sulla conoscenza, un aumento dell'occupazione, migliori posti di lavoro e maggiore coesione sociale, nonché un ambiente migliore. Considerata l'ampia portata delle riforme di Lisbona, la letteratura economica presa in esame "era quanto mai estesa e difficile da sintetizzare", si ammette nella relazione. "Se ne ricava tuttavia la netta impressione che riforme del tipo di Lisbona (quali il programma "mercato interno", misure volte a incoraggiare investimenti nella conoscenza, o riforme fiscali e delle prestazioni) producono effetti positivi e sostanziali sull'economia. Vi sono stime, ad esempio, che indicano che le riforme del mercato del lavoro e dei prodotti introdotte nella seconda metà degli anni novanta hanno portato ad una crescita del tasso annuale del PIL pari a quasi mezzo punto percentuale. Calcolando l'impatto dell'aumento degli investimenti nella conoscenza previsti dall'agenda di Lisbona, tale cifra arriva quasi ai tre quarti di punto percentuale. "Su un periodo di dieci anni, ciò implica una crescita del livello del PIL pari al 7 o 8 per cento", si afferma nello studio. Si aggiunga poi che gli stessi autori sostengono che tali indicazioni potrebbero addirittura sottovalutare i costi di una mancata attuazione dell'agenda di Lisbona, dal momento che le stime ignorano le frequenti complementarità fra le riforme nei diversi settori. Tuttavia, la relazione fa altresì presente che il potenziale di crescita offerto da Lisbona è tutt'altro che garantito, anche qualora venissero attuate le necessarie riforme. "Occorre riconoscere che le riforme devono essere studiate e attuate in modo appropriato. Ad esempio, riforme normative imprudenti possono portare a un atteggiamento anticompetitivo o ad incentivi inadeguati, e avere come conseguenza prezzi più elevati e servizi insufficienti". Nelle conclusioni della relazione si ribadisce il fatto che i risultati si basano solo su valutazioni di impatto parziali, e si chiedono ulteriori ricerche in grado di offrire un approccio sistematico e una migliore comprensione delle interazioni fra le diverse riforme di Lisbona. "Occorre riflettere ancora sul tipo di politiche di sostegno necessarie, da una parte, per massimizzare i benefici di Lisbona e, dall'altra, per minimizzare i costi di adeguamento", conclude il documento.

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