I capi di Stato e di governo inseriscono la ricerca tra gli "assi fondamentali" del rilancio di Lisbona
Se non sapessimo già che la ricerca e l'innovazione stanno scalando la classifica delle priorità dell'agenda politica europea, l'esito del recente incontro dei capi di Stato e di governo dell'Unione ce ne avrebbe dato la conferma. Il rilancio dell'agenda di Lisbona, tesa a rendere l'Europa l'economia più competitiva del mondo entro il 2010, è stato oggetto di un approfondito dibattito in occasione del Consiglio europeo del 22 e 23 marzo. La ricerca fa il suo ingresso alla pagina tre delle conclusioni del Consiglio, ed è il tema dominante della sezione dedicata agli "assi fondamentali del rilancio". "[è] importante sviluppare la ricerca, l'istruzione e l'innovazione in tutte le forme che consentano di convertire la conoscenza in valore aggiunto e creare nuovi e migliori posti di lavoro", si legge nel documento. "Inoltre, negli anni futuri si dovrà incoraggiare un autentico dialogo tra le parti interessate, pubbliche e private, della società della conoscenza". L'obiettivo di incrementare gli investimenti a favore della ricerca portandoli al tre per cento del PIL deve essere mantenuto. L'aumento del contributo proveniente dal settore privato sarà possibile grazie a strumenti quali gli incentivi fiscali, un migliore effetto moltiplicatore degli investimenti pubblici e la modernizzazione della gestione degli istituti di ricerca e delle università. Tutti gli Stati membri sono inoltre invitati a proseguire sulla via della riduzione del livello generale di aiuti di Stato, ridistribuendo gli aiuti a favore di determinati obiettivi orizzontali quali la ricerca e l'innovazione nonché la valorizzazione del capitale umano. I ruoli assunti dal settimo programma quadro (7PQ) per Ricerca & Sviluppo e dal nuovo programma comunitario per la competitività e l'innovazione sono indicati con chiarezza nelle conclusioni. Il 7PQ ha il compito di rafforzare la collaborazione europea, mobilitare gli investimenti privati in settori decisivi per la competitività e contribuire a superare il divario tecnologico. Il programma deve anche fungere da leva sui bilanci di ricerca nazionali. Tra gli altri aspetti menzionati vi sono il miglioramento delle condizioni dei ricercatori e la creazione di un Consiglio europeo della ricerca destinato a sostenere la ricerca di base. I leader europei hanno convenuto che le politiche di innovazione andrebbero formulate a livello nazionale in funzione delle esigenze nazionali, ma con obiettivi tra loro comparabili: creazione di meccanismi di sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) innovative, promozione della ricerca congiunta tra imprese e università, miglioramento dell'accesso al capitale di rischio, riorientamento degli appalti pubblici verso prodotti e servizi innovativi, sviluppo di partenariati per l'innovazione e di poli di innovazione a livello regionale e locale. Il programma per la competitività e l'innovazione istituirà un nuovo dispositivo di finanziamento per le PMI innovative ad alto potenziale di crescita, ha concordato il Consiglio europeo. Tale programma dovrebbe razionalizzare e rafforzare la rete di sostegno tecnico all'innovazione nelle imprese e sostenere lo sviluppo di poli regionali e di reti europee per l'innovazione. La Banca europea per gli investimenti (BEI) fornirà nuovo sostegno tramite il proprio strumento di finanziamento strutturato che verrà esteso a progetti di ricerca. Studierà inoltre nuovi mezzi per utilizzare i fondi comunitari come leva per i prestiti BEI. I capi di Stato e di governo europei hanno anche rilevato l'importanza degli investimenti nelle tecnologie dell'informazione e ambientali. Le ecoinnovazioni e le tecnologie ambientali possono contribuire sia alla qualità della vita sia all'occupazione, e dovrebbero pertanto, secondo le conclusioni del Consiglio, rivestire un'importanza maggiore, soprattutto nei settori dell'energia e dei trasporti. "Il Consiglio europeo invita la Commissione e gli Stati membri a dare urgente attuazione al piano d'azione per le tecnologie ambientali", prosegue il documento.