L'UE investe 8 milioni di euro nella ricerca in materia di degrado ambientale e desertificazione
L'Unione europea investirà 8 milioni di euro in un nuovo progetto integrato sul degrado ambientale e la desertificazione in Europa, Africa, Asia e Sud America; si tratta di uno dei maggiori impegni mai assunti riguardo a un singolo progetto di ricerca in quest'ambito. Benché la desertificazione e la distruzione ambientale siano percepite come minacce a livello mondiale, non esistono ancora metodi diagnostici ampiamente riconosciuti per programmare interventi e contrastarle. Il progetto integrato DeSurvey è volto ad affrontare tale fenomeno sviluppando e provando un nuovo sistema per il monitoraggio e la modellizzazione di desertificazione e distruzione ambientale, tenendo conto dei cambiamenti climatici, della relazione tra uomo e ambiente e della vulnerabilità di particolari scenari naturali al degrado. "Uno dei motivi che ha reso difficile la stesura di una mappa [...] relativa alla desertificazione e al degrado ambientale è che si tratta di una questione delicata dal punto di vista politico, che coinvolge le politiche di assistenza allo sviluppo con attori influenti come la Banca mondiale e vari organismi delle Nazioni Unite, i cui punti di vista e interessi sono diversi", spiega Ulf Helldén, membro del progetto dell'Università di Lund in Svezia. Il professor Helldén è stato uno dei primi ricercatori a dimostrare che la desertificazione non è un fenomeno irreversibile. Ad esempio, la "marcia" verso sud del Sahara in anni precedenti era da attribuirsi all'eccezionalità delle scarse precipitazioni, ma durante gli ultimi vent'anni la piovosità è tornata a essere regolare e il deserto è arretrato. Nell�ambito dell'UE, la regione dove il problema della desertificazione riveste massima urgenza è il bacino del Mediterraneo. "Soprattutto la Spagna, il Portogallo, la Grecia e in certa misura l'Italia si trovano di fronte a gravi problemi di distruzione ambientale", afferma il professor Helldén. "Le risorse idriche sono scarse e si pone il problema di come utilizzarle nel modo più economico. All�UE occorre una base più adeguata per definire le sovvenzioni agricole a favore di queste aree". Il progetto DeSurvey prevede interventi anche in paesi al di fuori dell�Europa, tra cui Cina, Tunisia, Algeria, Marocco, Senegal e Cile, resi possibili grazie alla partecipazione di organizzazioni di ricerca di ciascuno di questi paesi, insieme ai dieci paesi partner dell'UE. Il progetto è finanziato a titolo della priorità tematica "Sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi" del Sesto programma quadro.