Fisici europei propongono una nuova struttura di ricerca per l'energia da fusione inerziale
Un gruppo di fisici operanti nel settore dei laser e provenienti da sette paesi europei ha avanzato la proposta di costruire una struttura innovativa del valore di 735 milioni di euro per lo studio di un approccio alla fusione nucleare alternativo rispetto a quello perseguito presso il reattore termonucleare sperimentale internazionale (ITER). La struttura, provvisoriamente denominata HiPER, sfrutterebbe la tecnologia della fusione laser ad "ignizione rapida" per cui due laser distinti vengono utilizzati per comprimere e riscaldare una capsula di deuterio e tritio di dimensioni ridotte finché i nuclei raggiungono una temperatura tale da innescare la fusione nucleare, producendo elio e neutroni. L'energia dei neutroni viene in seguito utilizzata per la produzione di elettricità senza l'emissione di gas ad effetto serra o di scorie nucleari. Il gruppo di scienziati afferma che la struttura si potrebbe utilizzare anche per svolgere esperimenti in altri settori della fisica. Attualmente l'approccio più avanzato alla fusione nucleare sfrutta i campi magnetici per la compressione del plasma di deuterio e tritio: è questo il metodo che sarà approfondito nel contesto dell'ITER. Un terzo approccio basato sul "confinamento inerziale" sarà approfondito in strutture francesi e statunitensi: in questo caso un singolo fascio laser o di ioni viene utilizzato per comprimere e riscaldare il plasma combustibile. Si ritiene tuttavia che entrambe le strutture si concentreranno sulla ricerca relativa alle armi nucleari. L'ignizione rapida è stata dimostrata per la prima volta all'università di Osaka in Giappone nel 2001 da Ryosuke Kodama in collaborazione con i colleghi del Rutherford Appleton Laboratory del Regno Unito. Secondo Henry Hutchinson del Rutherford Appleton Laboratory, che ha dato vita al gruppo europeo che ora propone l'HiPER, l'ignizione rapida richiede una quantità inferiore di energia rispetto al tradizionale sistema del confinamento inerziale e rappresenta quindi un metodo più economico. "La questione energetica è urgente a tal punto da non consentirci di trascurare i sistemi alternativi di fusione", afferma il professor Hutchinson, che pone inoltre l'accento sul fatto che il laser HiPER costituirebbe una struttura civile, disponibile pertanto anche ad ospitare ricerche di diverso tipo nel settore dell'astrofisica e della fisica atomica e nucleare. La sfida cui si trovano di fronte il professor Hutchinson e il gruppo internazionale di scienziati consiste nel convincere i consigli della ricerca di tutta Europa a sostenere la loro proposta. Se riusciranno nel loro intento, affermano, la costruzione di HiPER potrebbe iniziare entro la fine del decennio.