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Contenuto archiviato il 2023-03-01

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Il Consiglio internazionale per la scienza lancia un'iniziativa per mitigare i disastri naturali

Partendo dall'asserzione secondo cui la ricerca scientifica "non è ricorsa al suo pieno potenziale nell'affrontare alcune delle questioni di maggior preoccupazione per la società", il Consiglio internazionale per la scienza (ICSU) ha annunciato un piano strategico inteso al ra...

Partendo dall'asserzione secondo cui la ricerca scientifica "non è ricorsa al suo pieno potenziale nell'affrontare alcune delle questioni di maggior preoccupazione per la società", il Consiglio internazionale per la scienza (ICSU) ha annunciato un piano strategico inteso al rafforzamento della scienza a vantaggio della società. Il piano è incentrato sul sostegno alla scienza interdisciplinare in aree chiave caratterizzate da incertezza, quali lo sviluppo sostenibile, l'impatto del comportamento umano sui processi planetari, e lo studio di interventi volti a mitigare l'effetto dei disastri naturali come il terremoto scatenatosi di recente nell'Asia meridionale, lo tsunami che ha colpito l'Oceano Indiano e l'uragano Katrina. "Gli scienziati devono impegnarsi a informare in modo più adeguato i leader del mondo riguardo all'attività che svolgono, ma devono altresì comprendere quali informazioni tali responsabili politici riterrebbero utili", afferma Jane Lubchenco, presidente dell'ICSU. "Lo tsunami e gli uragani Katrina e Rita hanno dimostrato che la rimozione di barriere naturali quali terreni paludosi, mangrovie e barriere coralline che fungono da protezione contro le ondate delle tempeste comporta conseguenze devastanti per persone e terre", ha proseguito. "Quando lo sviluppo ignora l'informazione scientifica riguardo alle funzioni fondamentali di protezione svolte da questi ecosistemi, la gente è esposta a un rischio maggiore". La nuova strategia si basa su consulenze e relazioni elaborate da scienziati e istituti scientifici a livello mondiale e poggia sugli attuali programmi dell'ICSU al fine di coordinare la ricerca in materia ambientale, tutelare la libertà scientifica e migliorare l'accesso a dati e informazioni. Gordon McBean, responsabile del gruppo dell'ICSU che si occupa degli studi preliminari riguardo all'iniziativa volta a mitigare i disastri naturali, ha dichiarato che "In effetti non possiamo fermare gli uragani o gli tsunami e altri fenomeni estremi della natura. Ma se scegliamo una miscela equilibrata di ricerca - un'attività che integri disciplini quali ingegneria, clima, salute e scienze sociali - e troviamo una soluzione più adatta per inserire questi aspetti nel processo politico, possiamo evitare non poche inutili perdite in termini umani ed economici". Secondo il dottor McBean, l'iniziativa deve affrontare due sfide specifiche per rivelarsi efficace. Innanzi tutto, la ricerca è necessaria per scoprire il motivo per cui la comparsa di disastri naturali registra un incremento, nonché per individuare le attività umane che possono aggravare o mitigare gli effetti di tali fenomeni. In secondo luogo, gli scienziati devono affrontare un problema di comunicazione, molto sentito: "Abbiamo riscontrato in vari modi che i responsabili politici talvolta agiscono nell'ignoranza e semplicemente trascurano la pertinente dimostrazione a livello scientifico riguardo a ciò che è essenziale per prepararsi a sostenere o a prevenire una devastazione dovuta a eventi naturali e prevedibili come un uragano", ha affermato McBean. "Ci occorrono nuovi canali per poter trasmettere l'informazione scientifica ai decisori politici, affinché questi ultimi comprendano come integrare l'aspetto scientifico nei rispettivi processi politici". Con questo obiettivo in mente, un elemento essenziale dell'iniziativa intesa a mitigare i disastri naturali sarà incentrato sul legame tra consulenza scientifica e utenti finali, quali autorità locali, regionali e nazionali, agenzie di sviluppo e organizzazioni umanitarie. La finalità ultima, ad avviso dell'ICSU, è instaurare una ricerca in collaborazione a livello internazionale e programmi internazionali che dureranno dieci anni o più.

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