Il ruolo dell'Europa nel campo delle iniziative scientifiche e tecnologiche globali richiede maggiori finanziamenti comunitari, sostiene Potocnik
Il Commissario per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik ha fatto presente che il ruolo guida svolto dall'Europa nel campo delle iniziative scientifiche e tecnologiche come l'ITER può essere mantenuto solo grazie ad un finanziamento adeguato a livello comunitario. Il Commissario ha espresso la sua preoccupazione durante un discorso tenuto il 16 novembre presso l'Eidgenössiche Technische Hochschule Zürich (ETHZ), ossia il politecnico federale di Zurigo, ma alcuni dei suoi commenti erano chiaramente rivolti alle capitali europee e ai leader dell'UE che, al momento, stanno cercando di raggiungere un accordo sulle prospettive finanziarie. "Nessun paese europeo può offrire opportunità paragonabili a quelle offerte dagli Stati Uniti o dai principali paesi emergenti come la Cina, l'India o il Brasile", ha detto Potocnik. "Solo un'Europa integrata potrà farlo". Il Commissario ha aggiunto che la massa critica e il coordinamento necessari per varare grandi iniziative tecnologiche e di ricerca a livello europeo possono essere garantiti solo grazie ad un forte impegno finanziario da parte dell'UE e questo è il motivo fondamentale per cui la Commissione ha proposto di raddoppiare il bilancio destinato alla ricerca. Potocnik ritiene che l'Europa possa svolgere un ruolo guida nell'affrontare le grandi sfide globali proprio grazie all'esistenza di questi programmi e progetti principali. Tra le sfide globali in cui l'integrazione ha permesso all'Europa di assumere un ruolo preminente, il Commissario ha ricordato la minaccia rappresentata dal virus dell'HIV/AIDS e dall'influenza pandemica, nonché il progetto per il reattore termonucleare sperimentale internazionale (ITER), inteso ad affrontare il problema legato al fabbisogno energetico mondiale. "Questi tre esempi dimostrano come lo Spazio europeo della ricerca sia strettamente collegato alle sfide di carattere globale e non solo europeo [...]. In tal senso, un elemento fondamentale da tenere a mente è che l'integrazione europea non può avvenire se non si dispone di una massa critica di finanziamenti a livello europeo", ha sottolineato Potocnik. Pur ammettendo che sia difficile generalizzare sulla base di pochi esempi, il Commissario ha sottolineato che l'esigenza di una maggiore integrazione è stata accentuata anche dal lavoro delle piattaforme tecnologiche europee, in settori che spaziano dall'aeronautica allo sviluppo di vaccini. "Desidero chiarire che non si tratta di un'opinione limitata alla Commissione, ma di un punto di vista ponderato e condiviso dall'industria europea e dalle parti interessate", ha aggiunto. Analogamente, non è stata la Commissione a porre l'accento sull'esigenza di avviare un nuovo programma per finanziare una ricerca di base di eccellenza a livello europeo, bensì gli stessi scienziati europei, da cui la proposta di creare un Consiglio europeo della ricerca. Anche l'istituzione di una struttura finanziaria di condivisione del rischio in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti non nasce da un'iniziativa top-down, vale a dire strutturata dall'alto verso il basso, ma è il risultato di una serie di studi approfonditi e di consultazioni con le imprese. "Questi nuovi strumenti e il relativo aumento del bilancio per finanziare la ricerca europea non sono un lusso", ha concluso Potocnik. "Rappresentano la risposta ad una forte esigenza espressa dall'industria europea. Un intervento deciso a livello europeo è fondamentale se vogliamo veramente rafforzare lo Spazio europeo della ricerca e creare una "Europa della conoscenza", strettamente collegata alla società globale della conoscenza, in cui noi e i nostri figli desideriamo vivere".