Regioni diverse, ma sfide analoghe, afferma il primo ministro neozelandese
Il 29 novembre il primo ministro neozelandese Helen Clark si è recato a Bruxelles e ha osservato che, nonostante i 12 000 chilometri che separano le due città, sia a Wellington che a Bruxelles i dibattiti vertono sulla possibilità di affermarsi nella nuova economia globale. Intervenendo a un briefing presso lo European Policy Centre (EPC), Clark ha delineato due sfide principali: come restare competitivi e come innalzare i livelli di innovazione. Entrambe le questioni sono al centro dell'attenzione nei dibattiti sulle politiche della UE e sono fondamentali per la strategia di Lisbona volta a fare dell'Europa l'economia più competitiva del mondo entro il 2010. In effetti la Nuova Zelanda dispone di normative proprie in materia di crescita e innovazione, introdotte dal governo per creare le condizioni necessarie alla crescita economica sostenibile nel lungo periodo. La strategia della UE è pertanto "di notevole interesse per la Nuova Zelanda", afferma il primo ministro Clark. E aggiunge: "Un dialogo con la UE su tali questioni sarebbe per noi estremamente importante". La Nuova Zelanda ha riconosciuto l'importanza della diversificazione per il mantenimento della competitività. Mentre il paese conserverà probabilmente la propria economia agricola, sua principale fonte di reddito, l'attenzione è ora concentrata maggiormente sul settore dei servizi e del turismo, nonché sulla tecnologia. Il numero di esportazioni delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) ha conosciuto un rapido aumento e, secondo il primo ministro, nel giro di tre o quattro anni dovrebbe generare profitti pari a quelli dell'industria laniera. Clark dichiara: "Grazie alla diversificazione siamo riusciti ad affrontare con successo i cambiamenti dell'economia globale". Analogamente alla situazione europea, la Nuova Zelanda sta dedicando maggiore attenzione alla cooperazione regionale. Negli ultimi anni sono stati intensificati i rapporti con numerosi paesi asiatici e ora la Nuova Zelanda è membro dell'ASEAN, l'Associazione delle nazioni dell'Asia sudorientale. I legami non sono però meramente economici. L'intensificazione dei rapporti ha comportato la formazione di spin-off sotto forma di cooperazione nel campo dell'istruzione e della scienza. Il primo ministro afferma: "Una volta imboccata la via della cooperazione economica, sono numerosi gli effetti a catena. Se il mondo accademico ne discute, anche il mondo scientifico lo farà". Le relazioni della Nuova Zelanda con la UE si sono sviluppate in modo simile. Quando sono stati stabiliti i primi contatti, essi erano di natura prevalentemente economica. Recentemente sono stati avviati nuovi settori di cooperazione, come la scienza, la tecnologia e l'istruzione. Nel 2004 la Nuova Zelanda ha istituito il posto di consulente della UE per la scienza e la tecnologia e un consulente per l'istruzione sarà assunto nel 2006. Il paese intende inoltre rafforzare la propria partecipazione ai programmi quadro della UE in materia di ricerca, occupandosi inizialmente di ricerca nei settori dell'alimentazione, dell'agricoltura e della biotecnologia. "Considerando che la metà della ricerca non militare viene effettuata in Europa, tale cooperazione ha una reale importanza per noi e crediamo di poter offrire un contributo", afferma il primo ministro.
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