Costruire una nuova generazione di infrastrutture di ricerca per un'Europa della conoscenza competitiva
L'accesso a efficienti infrastrutture di ricerca in Europa costituisce un fattore di primaria importanza per garantire la competitività sia nella ricerca fondamentale sia in quella applicata, ha affermato il commissario per la Scienza e la ricerca, Janez Potocnik, il 6 dicembre a Nottingham (Regno Unito). Potocnik inizialmente ha collocato le infrastrutture di ricerca nel più ampio contesto della "strategia di Lisbona", che ha visto la luce cinque anni fa, e dell'avvio simultaneo di iniziative volte a creare un mercato interno della ricerca, uno "Spazio europeo della ricerca". Inoltre si è riferito all'accordo raggiunto in occasione del Consiglio europeo di Barcellona, che riguardava la crescita del livello dei finanziamenti destinati alla ricerca fino al tre per cento del PIL entro il 2010. Le deludenti prestazioni dei primi mesi del 2005 hanno comportato un riorientamento della strategia, dedicando maggiore attenzione alla crescita e all'occupazione, alla semplificazione e alla proprietà nazionale mediante piani d'azione nazionali. Il commissario ha osservato che il crescente riconoscimento dell'innovazione quale motore importante della crescita economica, la sua collocazione al centro della nuova strategia di Lisbona, e le proposte della Commissione per il 7PQ che invitano a raddoppiare il bilancio destinato alla ricerca, hanno fatto della ricerca e dell'innovazione il tema centrale del dibattito politico. Il commissario ha inoltre specificato che il panorama attuale degli investimenti e delle prestazioni in R&S in Europa è lungi dall'essere perfetto: stagnazione degli investimenti, riduzione dei finanziamenti privati in R&S e tendenza emergente delle società europee ad affidare la R&S in outsourcing a paesi come la Cina o l'India, non solo per i bassi costi della manodopera, ma anche per l'ambiente basato sulla conoscenza che tali paesi stanno creando. Potocnik ha insistito sul fatto che è giunto il momento della verità e che gli Stati membri ora hanno la possibilità di trasformare la crisi attuale in un'opportunità a loro favore. Il commissario si rammarica che, nonostante la recente introduzione delle priorità rappresentate da ricerca e innovazione nei programmi di riforma nazionali volti ad attuare la strategia di Lisbona, i segnali relativi agli impegni presi non sono molto incoraggianti. Potocnik definisce le strutture di ricerca "autostrade che generano conoscenza" e aggiunge che "adeguate infrastrutture di ricerca sono vitali per promuovere l'innovazione creando le condizioni e la massa critica necessarie alla realizzazione di attività di ricerca innovative. In particolare sono necessari requisiti specifici per la costruzione di nuove infrastrutture paneuropee, per la loro integrazione a livello europeo, nonché per garantire un migliore accesso a tutti gli scienziati". Osservando che una politica europea delle infrastrutture di ricerca fornisce molto del valore aggiunto richiesto allo Spazio europeo della ricerca, riunendo i talenti, massimizzando le risorse e generando una visione strategica della ricerca europea, Potocnik ha messo in evidenza che le proposte presentate nell'ambito del 7PQ sono destinate ad accrescere il sostegno relativo all'utilizzo, il funzionamento e l'integrazione delle infrastrutture di ricerca esistenti, e a rafforzare il sostegno mirato alla costruzione di nuove infrastrutture, al fine di completare e potenziare le iniziative prese a livello nazionale per mettere a disposizione tutte le strutture avanzate richieste. "Il finanziamento della costruzione di nuove infrastrutture inciderà per molti anni sull'orientamento della ricerca. Pertanto è di fondamentale importanza definire in modo opportuno le priorità e stabilire un chiaro processo di prioritizzazione che consenta il finanziamento dei progetti più rilevanti e necessari in Europa nei prossimi 10-20 anni", ha dichiarato il commissario. La visione strategica che dovrebbe essere alla base di tali decisioni è diretta dalle attività dell'ESFRI, avviate nell'aprile 2002 per sostenere un approccio coerente al processo decisionale in materia di infrastrutture di ricerca in Europa. Potocnik ha espresso la propria convinzione che la Roadmap europea aiuterà notevolmente la comunità di ricerca europea a rispondere alle nuove sfide agevolando la concentrazione degli sforzi per raggiungere obiettivi fissati di comune accordo e sviluppare la nuova generazione di infrastrutture paneuropee. Il commissario ha concluso l'intervento rivolgendo un appello ai leader politici in un periodo di decisioni cruciali per il futuro dell'UE, affinché favoriscano la creazione di una società della conoscenza ponendo la ricerca al centro dell'attenzione, perché questo sarà il modo migliore, se non l'unico, di sostenere il modello europeo di società senza dover scendere a compromessi tra la crescita economica, la coesione sociale e la difesa dell'ambiente.