Ministro presenta le quattro "C" alla base dei programmi per la ricerca della Presidenza austriaca
L'Austria ha preso le redini dell'UE in un momento cruciale per la ricerca europea. Tuttavia, è forse troppo chiedere alla Presidenza non solo di raggiungere un accordo di bilancio accettabile per tutti, e di aumentare notevolmente i fondi disponibili per i programmi di ricerca comunitari, ma anche di mettere d'accordo tutte le parti sul contenuto e la struttura del Settimo programma quadro di ricerca (7PQ)? Il ministro austriaco dell'Istruzione, delle scienze e della cultura Elisabeth Gehrer ritiene che non sia una richiesta eccessiva. In un'intervista con il Notiziario CORDIS prima del suo intervento al Parlamento europeo, ha espresso ottimismo circa l'approvazione del 7PQ entro il limitato tempo a disposizione, in modo che possa essere avviato a gennaio 2007. Ha parlato positivamente degli sforzi per la ricerca nel suo paese e delle azioni promosse dall'Austria per incoraggiare la ricerca in una regione confinante, i Balcani occidentali. Il lavoro austriaco sul bilancio per la ricerca, da oggi fino alla fine di giugno, si concentrerà su quattro "C", ha affermato il ministro: "continuità" in relazione al lavoro svolto dalla Presidenza britannica, "coerenza" nei temi prioritari del programma, "competenza" nel condurre i dibattiti sul 7PQ, e "collaborazione" fra la Presidenza e il Parlamento. In riferimento alla tabella di marcia serrata, Elisabeth Gehrer ha dichiarato al Notiziario CORDIS che intende suggerire agli europarlamentari di impegnarsi a fondo a livello individuale all'interno del gruppo di lavoro per preparare il terreno affinché il Parlamento approvi la proposta in prima lettura a giugno. Un simile scenario dipende ovviamente da un efficace trilogo fra Consiglio, Parlamento e Commissione, ha sottolineato. Il ministro ha inoltre affermato che un accordo tempestivo non è necessario solo per la ricerca europea, ma anche per dimostrare ai cittadini europei che l'UE affronta con serietà il tema della ricerca ed è in grado di agire in maniera concreta. "Si tratta di un obiettivo ambizioso, ma ritengo importante mostrare che siamo in grado di condurre negoziati, che siamo competenti, e che la ricerca è prioritaria nel programma", ha proseguito. Oltre ad impegnarsi sul versante del 7PQ, la Presidenza austriaca intende promuovere la collaborazione con i Balcani occidentali. Collegare questi paesi all'Europa è un obiettivo di politica estera, che può essere perseguito anche attraverso la ricerca, come ha spiegato il ministro Gehrer: "Personalmente sono assolutamente convinta che soltanto se offriremo loro opportunità nella ricerca e nella scienza i giovani di questa regione saranno in grado di costruire i propri paesi e di rimanervi. Occorre arrestare questa fuga di cervelli", ha affermato. L'Austria ha già incoraggiato una maggiore collaborazione con questi paesi proponendo una "Steering Platform" (piattaforma consultiva) con i Balcani occidentali. Secondo quanto affermato dal ministro, l'idea è già stata approvata dal commissario per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik. Il concetto alla base delliniziativa è intensificare la collaborazione con tale regione, incoraggiare il trasferimento di know-how e di conoscenze, nonché offrire sostegno e motivazione, ha spiegato Elisabeth Gehrer. Il ministro ha rilevato che l'iniziativa ha già riscosso un certo consenso all'interno dell'UE, e ritiene che tale consenso crescerà ulteriormente una volta diffusasi una maggiore sensibilizzazione relativa alla regione. Anche l'Austria negli ultimi anni si è maggiormente orientata verso la ricerca, impegnandosi per passare da un'economia di produzione a un'economia della conoscenza. Non è stato un compito facile, secondo il ministro, reso tuttavia necessario dalla crescente disponibilità in altri paesi di manodopera a basso costo. Una nuova legge sull'università inoltre conferisce maggiore indipendenza agli istituti, permettendo loro di essere più innovativi e di stabilire le proprie priorità. "La scienza è in crescita, al pari della ricerca", ha detto Elisabeth Gehrer al Notiziario CORDIS. Il paese attualmente investe nella ricerca il 2,35 per cento del PIL, registrando un notevole recupero negli ultimi anni. Sono previsti ulteriori finanziamenti e l'Austria si è impegnata a fondo per raggiungere l'obiettivo di aumentare la spesa per la ricerca portandola al tre per cento del PIL entro il 2010. Sebbene lobiettivo dell'Austria sia il tre per cento, questo sarà conseguibile solo se l'industria farà il suo dovere, ha affermato il ministro. Ha sollecitato tutti i paesi e tutte le regioni a fare la propria parte e ha citato i programmi nazionali di riforma di Lisbona quale strumento per dimostrare l'intenzione di rendere l'Europa più innovativa e competitiva. Ovviamente, qualsiasi passaggio da una forma di economia all'altra richiede il sostegno dei cittadini, e gli austriaci non sono stati ignorati in questo processo. Recentemente si è tenuta nel paese la "Lunga notte della ricerca", durante la quale tutti i centri di ricerca hanno aperto le loro porte e accolto 45.000 visitatori. L'iniziativa ha avuto un enorme successo e sarà ripetuta annualmente, afferma il ministro. Alla domanda su quali siano i punti di forza della ricerca austriaca, Elisabeth Gehrer ha indicato le scienze naturali e in particolare la biologia. Il paese mostra buoni risultati anche nel settore dell'ingegneria del traffico, ha aggiunto. Il ministro ha concluso, comunque, sottolineando che se l'Austria aumenta i propri investimenti in biologia, questa non è l'unica direzione che il paese sta seguendo. Intervistata qualche giorno dopo la celebrazione in Austria e nel mondo del 250º anniversario della nascita di Mozart, ha sottolineato che studenti di tutto il mondo continuano ad andare a studiare musica in Austria, e che il paese non smetterà di sostenere le discipline umanistiche, la musica e l'arte. "Non stiamo andando in un'unica direzione", ha concluso il ministro.
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