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L'INSERM adotta la Carta europea dei ricercatori

L'Istituto nazionale francese della sanità e della ricerca medica (INSERM) ha annunciato ufficialmente il sostegno alla Carta europea dei ricercatori e al Codice di condotta per la loro assunzione, impegnandosi ad applicarne i principi nell'ambito della gestione delle risorse ...

L'Istituto nazionale francese della sanità e della ricerca medica (INSERM) ha annunciato ufficialmente il sostegno alla Carta europea dei ricercatori e al Codice di condotta per la loro assunzione, impegnandosi ad applicarne i principi nell'ambito della gestione delle risorse umane per i ricercatori e dell'occupazione nel campo scientifico. L'adozione da parte dell'INSERM della Carta e del Codice è stata ufficializzata con una dichiarazione congiunta sottoscritta il 3 maggio da Christian Bréchot, direttore generale dell'INSERM, e Janez Potocnik, commissario europeo per la Scienza e la ricerca. Si ritiene che la Carta e il Codice, pubblicati dalla Commissione europea nel marzo 2005, siano iniziative fondamentali della politica comunitaria per favorire l'incremento in Europa del numero di ricercatori e stimolare la crescita dell'economia e dell'occupazione. Mentre la Carta riguarda le funzioni, le responsabilità e i diritti dei ricercatori e dei loro datori di lavoro o organizzazioni finanziatrici, il Codice cerca di perfezionare le modalità di assunzione, rendendo più eque e trasparenti le procedure di selezione, e propone metodi diversi per la valutazione del merito. "L'obiettivo consiste nel garantire condizioni di parità alla ricerca europea e gli stessi diritti e doveri a tutti i ricercatori, in ogni paese dell'Unione europea", ha dichiarato il commissario Potocnik al Notiziario CORDIS. Gli autori della dichiarazione congiunta affermano che le iniziative consentiranno di "accrescere e consolidare nel tempo il potenziale dell'Europa per lo sviluppo di carriere scientifiche, dal livello di post-dottorato alle funzioni senior, attraverso il riconoscimento di una vera e propria 'carriera europea'". La dichiarazione aggiunge che, aderendo alle iniziative, "l'INSERM contribuisce al rafforzamento dello Spazio europeo della ricerca nell'ambito della strategia di Lisbona e sostiene con forza la Commissione europea nel promuovere il potenziale dell'Europa per l'avvio delle carriere nel campo della ricerca e lo sviluppo della mobilità in ogni sua forma". L'INSERM, fondato nel 1964, è l'unico organismo pubblico in Francia che si occupi di ricerca nel settore della salute umana. Il personale è costituito da 13 000 dipendenti, di cui 6 000 ricercatori, operanti in 360 unità di ricerca distribuite su tutto il territorio francese che si occupano prevalentemente dello studio di ogni tipo di malattia. La missione principale dell'INSERM consiste nell'agevolare lo scambio di informazioni tra la ricerca di base e la ricerca clinica, terapeutica o diagnostica, da un lato, e la ricerca sulla salute pubblica, dall'altro. Per raggiungere tale obiettivo, l'Istituto opera in stretta collaborazione con altri organismi di ricerca pubblici o privati e con centri di assistenza quali ospedali e università. "L'approvazione della Carta e del Codice da parte dell'INSERM è un passo importante", ha ribadito il commissario, "perché il successo immediato delle due iniziative dipende dalla tempestività degli Stati membri e degli istituti nazionali di ricerca nell'attuarli". Dalla loro pubblicazione, finora hanno aderito alla Carta e al Codice 123 organismi di finanziamento, tra cui governi nazionali, istituti pubblici e università di otto paesi dell'UE e della Svizzera. Secondo Bréchot, la Carta e il Codice offrono vantaggi alla Francia e ad altri Stati membri, nonché ai ricercatori: "Offriranno alla Francia lo strumento per riconsiderare in modo più flessibile e trasparente le opportunità di carriera dei ricercatori e agli altri paesi il quadro entro il quale poter effettuare i cambiamenti necessari per compiere passi avanti". L'INSERM, riconoscendo la necessità di una mobilità più ampia, ha già iniziato ad attuare "incentivi" a favore della mobilità in Europa e all'estero. Uno degli incentivi è rappresentato dai cosiddetti "contratti di interfaccia" per ricercatori e ingegneri della ricerca che combinano posti permanenti con contratti temporanei. Essi consentono ai ricercatori dell'INSERM di lavorare a tempo pieno per un periodo che va da uno a cinque anni nell'ambito di progetti di alta eccellenza presso un organismo di ricerca, un ospedale o un istituto universitario associati, in Europa o altrove, conservando il posto permanente occupato all'INSERM e il relativo stipendio. Il pregio di tali contratti, sostiene l'INSERM, è molteplice. Non solo essi garantiranno la continuità tra la ricerca di base e la ricerca applicata e favoriranno i trasferimenti di tecnologia e la ricerca translazionale, ma procureranno ai ricercatori un senso di sicurezza e stabilità, assicurando al tempo stesso la flessibilità necessaria per acquisire nuove abilità e competenze.

Paesi

Francia

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