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I partner di ITER si accordano sulla realizzazione del progetto scientifico più grande del mondo

Dopo anni di negoziati, il 24 maggio i partner del progetto di reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER) hanno convenuto di avviare la costruzione del reattore a fusione a Cadarache (Francia) nel 2007. I rappresentanti di ognuno dei sette partner si sono riunit...

Dopo anni di negoziati, il 24 maggio i partner del progetto di reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER) hanno convenuto di avviare la costruzione del reattore a fusione a Cadarache (Francia) nel 2007. I rappresentanti di ognuno dei sette partner si sono riuniti a Bruxelles per siglare l'accordo e dare il via libera al progetto. L'accordo passerà ora ai governi nazionali per la ratifica, cui seguirà una cerimonia di firma ufficiale, che consentirà l'avvio dei lavori il prossimo anno. Il progetto riunisce UE, Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Russia e Stati Uniti, che insieme rappresentano più della metà della popolazione mondiale. Il commissario europeo per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik ha firmato il documento a nome dell'UE, e ha sottolineato come i partner siano uniti dal tentativo ambizioso di studiare la fusione quale nuova fonte di energia, teoricamente ecologica e illimitata. Il commissario Potocnik, che ha organizzato la conferenza, ha dichiarato che i firmatari dell'accordo, lui compreso, stavano compiendo un passo doppiamente storico. "Stiamo adottando una decisione storica per quanto riguarda la ricerca di energia, e stiamo prendendo un'iniziativa storica anche nel campo della cooperazione globale. Auspico che diventi un modello per il futuro", ha affermato. Il reattore di Cadarache riprodurrà la reazione di fusione che ha luogo nel sole e nelle stelle. Quando i nuclei di piccoli atomi si uniscono a temperature molto elevate, si fondono e producono quantità enormi di energia. Per ricreare tale effetto sulla Terra, la reazione necessita di temperature superiori ai 100 milioni di gradi Celsius. A tali temperature, le strutture solide si polverizzerebbero istantaneamente. Potenti campi magnetici tengono lontane le particelle dalle pareti del serbatoio, per evitare la vaporizzazione e minimizzare la perdita di calore. Il processo di fusione è estremamente interessante, in quanto si basa su una risorsa illimitata: le materie prime possono essere reperite nell'acqua del mare, non vengono prodotte emissioni di gas a effetto serra, non vi sono materiali radioattivi da trasportare, non vengono generate scorie radioattive e la fusione accidentale del nocciolo è impossibile. Il commissario Potocnik ha affermato entusiasta che la fusione nucleare non presenta nessuno dei rischi associati alla fissione nucleare, ad esempio le esplosioni. "è una faccenda totalmente diversa", ha dichiarato. Se funzionasse, la fusione potrebbe rappresentare la risposta ai problemi energetici del mondo, vale a dire la dipendenza da risorse non sostenibili quali petrolio e carbone, e le emissioni nocive prodotte dall'impiego di combustibili fossili. Si tratta tuttavia di una scommessa, per di più costosa. La costruzione del reattore costerà 4,57 miliardi di euro e richiederà dieci anni. I costi di gestione stimati per i 20 anni previsti di durata saranno più o meno analoghi. In qualità di "parte ospitante", l'UE contribuirà a circa il 50 per cento dei costi di costruzione, mentre gli altri firmatari saranno responsabili di circa il dieci per cento ciascuno. Il commissario europeo è convinto che "valga la pena" effettuare l'investimento e assumere il rischio, e il fatto che altre sei parti abbiano sottoscritto l'accordo dopo mesi di negoziati difficili dimostra che anch'esse credono nel progetto, ha dichiarato. Si tratta di una "risposta potenziale" ai problemi energetici attuali, "e se troveremo veramente la risposta, sarà per sempre", ha osservato. Alla domanda posta dal Notiziario CORDIS se tutti gli Stati membri dell'UE trarranno beneficio da ITER grazie allo status di partner dell'Unione, il commissario Potocnik ha risposto sottolineando i vantaggi per l'industria, che secondo lui riguarderanno l'intera UE. "Ritengo che i cittadini stiano sottovalutando l'entità del coinvolgimento dell'industria e l'ampiezza di utilizzo dei risultati", ha osservato.

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