Interessare i giovani alla scienza mediante la comunicazione scientifica
La comunità dei ricercatori concorda sul fatto che occorre incoraggiare un numero maggiore di giovani a studiare le scienze. A tal fine sono state avviate diverse iniziative che hanno conseguito risultati altalenanti. Secondo i partecipanti a un dibattito intitolato "Interessare i giovani alla scienza" svoltosi in occasione di una cena a Bruxelles il 5 luglio, la comunicazione è essenziale per rendere più attraente la scienza agli occhi dei giovani. L'età produttiva dell'uomo va dai 15 ai 35 anni, ha dichiarato Etienne Magnien, capo dell'unità "Aspetti strategici e politici" in seno alla DG Ricerca della Commissione europea. "Superati i 35 anni si può svolgere un buon lavoro, che tuttavia non potrà che essere meno innovativo", ha aggiunto, suscitando lo sbigottimento di alcuni dei partecipanti meno giovani del dibattito. Il prossimo autunno la Commissione europea assegnerà per il terzo anno consecutivo il Premio Cartesio per la comunicazione scientifica a comunicatori particolarmente meritevoli. Il premio è stato istituito nel 2004, per affiancare il Premio Cartesio originario assegnato per l'eccellenza nella ricerca scientifica collaborativa. I responsabili politici auspicano che l'innovazione consenta all'Europa di restare competitiva malgrado la concorrenza sempre più agguerrita delle economie emergenti, e a tal fine l'incoraggiamento e il sostegno ai giovani innovatori rappresentano priorità a livello comunitario, oltre che in seno ai singoli Stati membri. In occasione del dibattito sono stati presentati numerosi progetti che hanno dato ottimi risultati, tra cui una rivista per insegnanti di scienze, un concorso per giovani scienziati, e un Café Scientifique per giovani. Eleanor Hayes è l'editore di "Science in School", una nuova pubblicazione per insegnanti di scienze pubblicata da EIROforum, un'organizzazione di ricerca intergovernativa. Gli articoli vengono redatti da volontari e riguardano il tema della scienza in Europa e nelle varie discipline. Lo stile degli articoli è tale da consentire agli insegnanti di farli leggere ai propri studenti. Il primo numero, uscito di recente, tratta temi quali l'energia da fusione, l'influenza aviaria e la conservazione dei relitti delle navi. Sharmila Banerjee ha presentato i premi CREST della British Association. Scopo dei riconoscimenti è "ispirare i giovani a svolgere ricerche su progetti autentici", ha affermato. Destinati a studenti di età compresa tra gli 11 e i 19 anni, i premi sono ripartiti nelle categorie bronzo, argento e oro: il bronzo premia 10 ore di lavoro dedicate a un progetto e l'oro 100 ore. Sharmila Banerjee ha spiegato che la British Association indica i temi dei progetti in aree che possono interessare i giovani, tra cui moda, spazio, attività di investigazione, ambiente, divertimento e sport. Il Junior Café Scientifique britannico è stato presentato da Ann Grand. Il programma si propone di creare uno spazio in cui i giovani possano parlare della scienza e delle sue implicazioni. Gli eventi si svolgono fuori dall'aula scolastica in un'atmosfera rilassata, informale e paritaria, e riuniscono studenti e scienziati. "Vogliamo che la scienza diventi un argomento interessante e un tema normale di conversazione, il che non sempre accade", ha spiegato Ann. "Non si parla di formule o equazioni, che sono argomenti trattati durante la lezione in classe. [...] Il nostro obiettivo è stimolare la conversazione su questioni inerenti alla scienza", ha proseguito. Molte delle domande poste agli scienziati che partecipano a tali eventi sono sulla falsariga di "Questo potrebbe portare a...?", "E se...?", "Potrebbe succedere che...?". Ann Grand ha sottolineato l'importanza di organizzare incontri del Café Scientifique al di fuori dell'aula scolastica. "è molto importante far uscire gli scienziati dal loro territorio e portarli in quello degli studenti per farli sentire a proprio agio. Cambiare la natura dell'ambiente significa modificare la natura della comunicazione. [...]. In un caffè di solito si conversa", ha osservato. Il dibattito che è seguito alla presentazione ha affrontato argomenti quali l'interesse o meno dei giovani nei confronti della scienza e il sostegno offerto ai giovani dottori di ricerca. Carl Johan Sundberg del Karolinska Institute ha confutato le affermazioni secondo cui non ci sarebbero abbastanza iscrizioni ai corsi di scienze da parte dei giovani, e ha affermato che la Svezia sta producendo troppi dottori di ricerca. L'abbandono dell'attività avviene solitamente nella fase successiva al dottorato di ricerca. Se il sostegno è troppo modesto, i dottori di ricerca si spostano in altre aree, ha dichiarato. Etienne Magnien si è chiesto se ciò rappresenti necessariamente un problema. "Una formazione nel campo della scienza non deve automaticamente sfociare in una carriera scientifica", ha affermato. Ha fatto riferimento al Parlamento europeo, dove soltanto il sei per cento degli eurodeputati ha una laurea in scienze, e solo il 19 per cento ha avuto contatti con tale disciplina. "Gli scienziati sono sottorappresentati nella vita sociale e politica", ha dichiarato. Il dibattito si è concluso con l'intervento di Suzanne de Cheveigné, un membro esperto della giuria per il Premio Cartesio dell'UE assegnato per la comunicazione scientifica. Ha tratto due conclusioni chiave dal dibattito: trattare i giovani come adulti e la diversità. "Non dobbiamo sottovalutare la maturità dei giovani adulti. Dobbiamo consentire loro di essere attivi, di prendere decisioni e di valutare le cose. Mi ha colpito anche l'importanza della diversità. Dobbiamo far vedere che la scienza, proprio come la vita, è composta da una varietà di elementi diversi".