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Un'esposizione postnatale ai PCB deprime le risposte immunitarie

Nuove ricerche condotte in Danimarca associano l'ingestione da parte della madre di bifenili policlorurati (PCB) a una riduzione delle risposte immunitarie nel bambino. Fin dagli anni Trenta è stato fatto grande uso dei PCB in diverse applicazioni industriali, dai ritardanti...

Nuove ricerche condotte in Danimarca associano l'ingestione da parte della madre di bifenili policlorurati (PCB) a una riduzione delle risposte immunitarie nel bambino. Fin dagli anni Trenta è stato fatto grande uso dei PCB in diverse applicazioni industriali, dai ritardanti di fiamma, ai lubrificanti e ai pesticidi. I composti sono estremamente stabili ed è difficile separare gli elementi che lo costituiscono. I PCB sono altamente tossici e probabilmente cancerogeni. Essi esercitano inoltre un particolare impatto sul sistema riproduttivo. Le preoccupazioni riguardo all'ambiente e alla salute hanno causato una netta diminuzione dell'utilizzo di PCB a partire dagli anni Settanta. Tuttavia i composti esistono ancora e in genere lasciano elevate concentrazioni negli animali, ai livelli più alti della catena alimentare, comprese le balene. Le ricerche sono state effettuate sulle lontane isole Fær Øer, un territorio danese a metà strada tra la Norvegia e l'Islanda. "Le isole Fær Øer costituiscono uno scenario unico per effettuare gli studi di immunotossicologia dei PBC. Se da un lato non è aumentata l'esposizione alla diossina, dall'altro l'esposizione media ai PCB è fino a 10 volte superiore rispetto ai livelli medi registrati nel Nord Europa. Tale aumento è dovuto alla consuetudine di mangiare il grasso della balena pilota", si legge nella relazione. Sono stati messi a confronto due gruppi di madri. Il primo gruppo seguiva una dieta "tradizionale", che comprende il consumo di grasso di balena, mentre il secondo si atteneva a un'alimentazione più "occidentale" che esclude il grasso di balena. I PCB potevano essere trasmessi in seguito a un contatto avvenuto prima del parto o dopo il parto attraverso il latte materno. La metodologia era semplice. Si trattava di confrontare i livelli di anticorpi delle vaccinazioni nei due gruppi esaminati e in diverse fasce di età. "Questo studio fornisce la prova epidemiologica che dimostra il legame esistente tra l'esposizione agli agenti inquinanti provenienti dall'ambiente e la riduzione della produzione di anticorpi in seguito alle immunizzazioni infantili di routine", dichiarano gli autori della relazione. Una volta nati, i bambini sono stati sottoposti a un esame all'età di 18 mesi per testare gli anticorpi derivanti dalle vaccinazioni contro la difterite e il tetano. Il gruppo è stato poi esaminato all'età di sette anni. Si credeva che i livelli di PCB nella dieta tipica delle isole Fær Øer fossero più alti della media. Tuttavia, "i risultati dello studio in questione suggeriscono che probabili fattori ostili che incidono sulla funzione immunitaria possono intervenire anche a livelli di esposizione più bassi, generalmente diffusi in tutto il mondo", si legge nella relazione. Dato che i PCB possono essere trasmessi da madre a figlio attraverso l'allattamento, i ricercatori ritengono che i PCB vengano trasmessi per lo più attraverso il latte materno. La ricerca evidenzia lo sviluppo del timo, fondamentale nell'evoluzione del sistema immunitario che non è completo al momento della nascita. Tuttavia non era stata effettuata alcuna verifica. Dunque le prove relative agli effetti dei PCB non erano definitive. "Se lo studio avesse preso in esame un gruppo di confronto caratterizzato da un'esposizione meno elevata ai PCB, sarebbe stato possibile associare in modo convincente l'alta percentuale di bambini delle isole Fær Øer con basse concentrazioni di anticorpi da vaccino contro la difterite alla maggiore esposizione ai PCB", aggiunge la relazione. I dati ottenuti lasciano intendere che l'impatto maggiore dei PCB si verifica nei primi mesi di vita. La relazione conclude: "Sebbene i livelli di esposizione ai PCB abbiano mostrato una tendenza alla diminuzione in molte parti del mondo, i risultati attuali indicano che è necessario compiere ulteriori sforzi per minimizzare il rischio".

Paesi

Danimarca

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