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Identificata la proteina che protegge la pelle

Alcuni ricercatori hanno identificato una proteina dalla duplice funzione: protegge la pelle dai danni del Sole e la mantiene idratata. Il lavoro, finanziato in parte dal Sesto programma quadro (6PQ) dell'UE, è stato pubblicato online dalla rivista «Nature Cell Biology». I...

Alcuni ricercatori hanno identificato una proteina dalla duplice funzione: protegge la pelle dai danni del Sole e la mantiene idratata. Il lavoro, finanziato in parte dal Sesto programma quadro (6PQ) dell'UE, è stato pubblicato online dalla rivista «Nature Cell Biology». I raggi ultravioletti del Sole possono danneggiare la pelle in diversi modi. Oltre a causare eritemi solari e a danneggiare il sistema immunitario, possono provocare tumori. Secondo l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, nel 2006 sono stati registrati circa 60 000 casi di melanoma, il tumore cutaneo più pericoloso, e oltre 13 000 decessi nei 25 paesi dell'UE. Quest'ultima parte della ricerca ha studiato il ruolo svolto dalla proteina caspase-14 nel mantenimento dello «strato corneo», uno strato di cellule morte appiattite che agisce da barriera protettiva per la nostra pelle. È noto che le proteine caspasi sono coinvolte nei processi infiammatori così come nella morte programmata delle cellule. Tuttavia, finora, la funzione della caspase-14, che è concentrata nella pelle, non era chiara. Per saperne di più, i ricercatori hanno creato topi che non erano in grado di produrre la proteina caspase-14 e li hanno raffrontati con topi normali. I topi privi del gene caspase-14 avevano una pelle lucida e raggrinzita a causa della disidratazione dovuta alla perdita cutanea di acqua. Inoltre, la pelle di questi topi era estremamente sensibile ai danni causati dai raggi ultravioletti B. Le analisi hanno rivelato che la composizione dello strato corneo dei topi privi di caspase-14 era differente da quella dei topi normali. I ricercatori hanno scoperto che la caspase-14 è responsabile dell'elaborazione della filaggrina che a sua volta è responsabile dell'aggregazione di cheratina e di altre proteine nello strato superiore dell'epidermide e quindi della formazione dello strato corneo. I ricercatori auspicano che i loro risultati possano aiutare l'industria farmaceutica a sviluppare nuovi prodotti per proteggere la pelle dalla duplice minaccia della disidratazione e dei danni causati dai raggi UVB.

Paesi

Belgio, Stati Uniti