Skip to main content

Article Category

Notizia

Article available in the folowing languages:

Studio rivela l'esistenza di un collegamento tra l'uso dei pesticidi e il morbo di Parkinson

Secondo uno studio finanziato dall'Unione europea, l'esposizione ai pesticidi e i traumi cranici sono associati al morbo di Parkinson. Il lavoro, che è pubblicato sulla rivista «Occupational and Environmental Medicine», è stato realizzato nell'ambito del progetto Geoparkinso...

Secondo uno studio finanziato dall'Unione europea, l'esposizione ai pesticidi e i traumi cranici sono associati al morbo di Parkinson. Il lavoro, che è pubblicato sulla rivista «Occupational and Environmental Medicine», è stato realizzato nell'ambito del progetto Geoparkinson del Quinto programma quadro (5PQ), volto a studiare l'interazione tra fattori genetici e ambientali che determina il morbo di Parkinson e i disturbi ad esso correlati. I ricercatori hanno intervistato quasi 1 000 pazienti in Italia, Malta, Scozia, Svezia e Romania che sono affetti dal morbo di Parkinson o da disturbi correlati. I partecipanti sono stati interrogati sulla loro esposizione a pesticidi, solventi, ferro, rame e manganese nel corso della vita, nonché sugli eventuali svenimenti di cui sono stati vittime a seguito di traumi cranici e su storie familiari di Parkinson. I ricercatori hanno interpellato anche 2 000 persone che non soffrono di Parkinson e hanno confrontato le loro risposte con quelle del gruppo dei malati affetti dalla malattia. Dallo studio è emerso che le persone che erano state esposte a bassi livelli di pesticidi erano 1,09 volte più predisposte a sviluppare il morbo di Parkinson di quelle che non erano mai entrate in contatto con tali sostanze, mentre coloro che erano stati esposti ad alti livelli di pesticidi avevano 1,39 probabilità in più di essere colpiti da questa malattia. «Si tratta di una scoperta che ha implicazioni per chi utilizza questi agenti sia per lavoro sia a scopo ricreativo», osservano i ricercatori. «Occorre approfondire la ricerca per stabilire quali sono i pesticidi associati a questo effetto». Lo studio ha anche rivelato un nesso tra il trauma cranico e il morbo di Parkinson; chi ha subito un trauma cranico, infatti, è 1,28 volte più predisposto a sviluppare la malattia di chi non è mai stato vittima di incidenti di questo tipo. Inoltre, è stato riscontrato che le persone che sono state frequentemente vittime di traumi cranici hanno 2,56 probabilità in più di sviluppare la malattia. «La scoperta, se sarà confermata, avrà implicazioni per tutti gli sport di contatto e, in particolare, per gli sport di combattimento come il pugilato», scrivono i ricercatori. Per il momento dallo studio non sono emerse prove che dimostrino l'esistenza di un collegamento tra l'esposizione ai solventi o ai metalli e il morbo di Parkinson. Lo studio ha tuttavia confermato che il rischio maggiore di sviluppare la malattia si corre quando si ha un parente stretto che ne soffre, anche se gli scienziati precisano che non è chiaro se questo dipenda da un ambiente condiviso o da una predisposizione genetica. «La ricerca ha fornito l'importante dimostrazione che l'esposizione ai pesticidi comporta un rischio maggiore di essere colpiti dal morbo di Parkinson», concludono gli scienziati. «La relazione esposizione-reazione suggerisce che l'esposizione ai pesticidi può essere un fattore di rischio causativo e potenzialmente modificabile».

Paesi

Italia, Malta, Romania, Svezia