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Germania, apertura di una struttura d'avanguardia per lo stoccaggio di CO2

Il commissario europeo per l'Energia Andris Piebalgs ha contribuito al lancio di una struttura di prova per lo stoccaggio di CO2, avvenuto il 13 giugno a Ketzin (Germania). L'impianto pilota è il primo nel suo genere in Europa ed è stato sviluppato nel quadro di un progetto fi...

Il commissario europeo per l'Energia Andris Piebalgs ha contribuito al lancio di una struttura di prova per lo stoccaggio di CO2, avvenuto il 13 giugno a Ketzin (Germania). L'impianto pilota è il primo nel suo genere in Europa ed è stato sviluppato nel quadro di un progetto finanziato nell'ambito del Sesto programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico (6PQ) dell'UE. Si prevede che l'impianto fornirà nuove informazioni sugli aspetti pratici dello stoccaggio di CO2 proveniente dalla generazione di energia nel sottosuolo. Poiché le emissioni di CO2 derivanti dalla generazione di energia costituiscono una fonte principale di gas ad effetto serra e sono ritenute dalla maggior parte degli scienziati come responsabili del riscaldamento globale, il progetto svolge un ruolo importante nella lotta dell'UE contro il cambiamento climatico. «La Commissione ritiene che lo stoccaggio di CO2 possa contribuire a un progresso tecnologico che renderebbe possibile il sequestro e lo stoccaggio di diossido di carbonio a partire dal 2020», ha affermato il commissario Piebalgs. «Oggi l'Europa sta facendo importanti passi avanti per raggiungere tale obiettivo». Durante i due anni del progetto pilota in un acquifero salino verranno iniettate circa 60 000 tonnellate di CO2, pari approssimativamente alla produzione annuale di diossido di carbonio di 40 000 automobili. Il progetto CO2SINK, che beneficia di un finanziamento UE pari a 8,7 Mio EUR, mira a realizzare una struttura di stoccaggio ad una profondità di 1 800 metri. Esso sperimenterà diverse modalità di iniezione di C02 nel sottosuolo e stabilirà metodi affidabili per monitorare la stabilità a lungo termine del C02 immagazzinato. La parte restante del bilancio del progetto, pari a 30 Mio EUR, è stata stanziata dal ministero tedesco dell'Economia e del lavoro, nonché dall'industria. La versione pilota della struttura è situata tra gli 800 e gli 850 metri sotto il suolo e si trova al di sotto di un sito di stoccaggio di gas naturale dell'ex Germania orientale. Gli scienziati controlleranno la presenza di eventuali reazioni chimiche tra il CO2 e i minerali presenti nel sottosuolo. Se dovesse verificarsi qualche reazione, essa potrebbe dissolvere «le rocce di copertura che isolano il sito di stoccaggio oppure contaminare l'acqua sotterranea». L'Agenzia internazionale per l'energia (AIE) prevede che la domanda globale di energia crescerà dell'1,7% all'anno entro il 2030. Sebbene sia previsto un aumento dell'energia prodotta da fonti nucleari e rinnovabili, l'AIE prevede che ben l'85% dell'incremento della domanda sarà soddisfatta attraverso un maggiore uso di combustibili fossili. Allo stesso tempo intende ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 30% entro il 2020 e afferma che il settore europeo dell'energia dovrà ridurre drasticamente i livelli di CO2 derivanti dall'uso di combustibili fossili. La cattura e lo stoccaggio geologico rappresentano uno dei modi possibili per ridurre le emissioni a costi accettabili. I risultati del progetto CO2SINK saranno importanti per l'ulteriore sviluppo di tecnologie di stoccaggio nel sottosuolo. Essi verranno altresì utilizzati come base per le future politiche in questo campo: la Commissione sta attualmente considerando la possibilità di incoraggiare la costruzione e la messa in funzione di 10 o 12 centrali elettriche dimostrative su scala industriale entro il 2015, le quali attingeranno molto dalle esperienze acquisite con l'impianto di Ketzin.

Paesi

Germania

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