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Contenuto archiviato il 2023-03-02

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Premi EUREKA assegnati alla microelettronica e alla tecnologia per la produzione di petrolio più pulito

I premi Lynx e Lillehammer EUREKA di quest'anno sono stati assegnati rispettivamente a una tecnologia di assemblaggio tridimensionale di chip e a un sistema inteso a rendere più efficiente la produzione di petrolio e gas in mare. I premi, ciascuno dei quali di importo pari a 1...

I premi Lynx e Lillehammer EUREKA di quest'anno sono stati assegnati rispettivamente a una tecnologia di assemblaggio tridimensionale di chip e a un sistema inteso a rendere più efficiente la produzione di petrolio e gas in mare. I premi, ciascuno dei quali di importo pari a 10 000 EUR, sono stati consegnati nel corso di una recente cerimonia svoltasi a Roma. Il premio Lynx è stato istituito nel 2001 durante la presidenza spagnola di EUREKA quale riconoscimento per le piccole e medie imprese (PMI) ad alta tecnologia in rapida crescita che offrono buone prospettive per gli investitori privati. Il vincitore di quest'anno è la PMI francese 3D Plus, che ha messo a punto una tecnologia di assemblaggio tridimensionale ad alta densità di chip per migliorare la redditività dei costi dei cosiddetti dispositivi SIP (system-in-package). I telefoni cellulari e i relativi componenti interni stanno diventando sempre più piccoli, pertanto l'industria elettronica è alla ricerca del modo migliore per integrare tutta questa tecnologia miniaturizzata. Una soluzione è stata lo sviluppo dei dispositivi SIP, che consistono nella combinazione di una serie di singoli circuiti integrati ottimizzati, quali chip di memoria e microprocessori, in un unico modulo. Questi elementi sono poi impilati verticalmente in strutture multistrato denominate wafer, che contengono centinaia di chip, e inseriti in un unico contenitore in materiale polimerico. Tale metodo si è tuttavia rivelato problematico per vari motivi. I wafer devono provenire dallo stesso venditore dei chip e tutti i singoli chip devono avere esattamente le stesse dimensioni. Il processo comporta inoltre l'incisione di fori direttamente nei substrati di silicio, operazione molto costosa. Inoltre, i rendimenti produttivi sono spesso bassi, in quanto è impossibile garantire al 100% la qualità dei wafer. Per risolvere tali problemi, 3D Plus ha proposto un metodo alternativo che consiste nel ricostruire i wafer da diversi tipi di chip, per poi impilarli e incollarli con un polimero. Uno dei vantaggi offerti da questo metodo è la possibilità di utilizzare wafer standard di qualsiasi produttore senza effettuare alcuna modifica, ottenendo quindi un considerevole risparmio. Sono inoltre assicurate alti rendimenti in quanto tutti i chip sono testati elettricamente e resi idonei prima di essere impilati, con la garanzia di una qualità affidabile del wafer ricostruito. A seguito del progetto EUREKA, 3D Plus ha concluso un accordo con un'impresa produttrice di semiconduttori per l'ulteriore sviluppo del processo, oltre ad aver ricevuto richieste di realizzazione di dispositivi che impieghino la nuova tecnologia, come ad esempio microsimulatori muscolari impiantabili e smart card ad alta capacità. «Aver vinto il premio Lynx EUREKA è per noi molto importante», ha affermato l'amministratore delegato di 3D Plus Christian Val. «È un riconoscimento del nostro successo e risulterà utile in tutte le nostre iniziative commerciali e nelle comunicazioni con le autorità pubbliche in Francia.» Il premio Lillehammer di quest'anno è andato invece al primo separatore sottomarino a campo intero, che è stato realizzato nell'ambito del partenariato olandese-norvegese SUBSEA SEPARATOR. Quando il petrolio e il gas vengono estratti dal mare mediante pompe, è presente una certa quantità di acqua e sabbia, che devono essere rimosse, ripulite e riscaricate in mare prima che il petrolio e il gas possano essere lavorati. Il sistema creato nell'ambito del progetto EUREKA esegue parte della lavorazione sul fondo del mare e reintroduce l'acqua in serbatoi di iniezione, evitando che l'acqua fluisca dal pozzo sottomarino alla piattaforma di produzione e lasciando a disposizione per il contenuto di petrolio e gas una parte più ampia del sistema, costituito da tubi e attrezzature di lavorazione. Tenuto conto che nei tubi fluirà meno acqua, si prevede che la nuova tecnologia consentirà anche di ridurre il quantitativo di residui di petrolio scaricati in mare. Ogni giorno saranno reiniettati fino a 100 000 barili di acqua con alcune piccole gocce di residui di petrolio in un pozzo sottomarino separato, dove l'acqua potrà essere ripulita. «Grazie a questa tecnologia, è possibile sfruttare un giacimento petrolifero molto più a fondo, ad esempio recuperando dal 5% al 10% in più di petrolio dalle riserve originarie e ciò costituisce un enorme vantaggio», spiega Toine Hendriks, ingegnere di processo di CDS Engineering, il partner olandese del progetto. «Si prevede inoltre che questa tecnologia possa favorire lo sviluppo di nuovi giacimenti petroliferi in zone più profonde e più remote, un vantaggio per il futuro in quanto la maggior parte del petrolio facilmente accessibile è già stato sfruttato. La CDS, che attualmente è una società affiliata di FMC Technologies, era una piccola impresa e il progetto era costoso poiché si trattava di costruire un separatore in scala 1:1 nel nostro laboratorio di prova. Senza EUREKA, sarebbe stato difficile finanziare il progetto», ha aggiunto Toine Hendriks.

Paesi

Francia, Paesi Bassi, Norvegia