Due ricercatori condividono il «Young Investigator Award»
Due giovani ricercatori hanno condiviso il primo premio del «Young Investigator Award» di quest'anno, organizzato dallo European Vascular Genomics Network, una rete di eccellenza finanziata dall'Unione europea e dal Meeting europeo di biologia vascolare e medicina. Ciascuno dei due vincitori, di età inferiore ai 35 anni, ha ricevuto una sovvenzione economica per il proprio studio di laboratorio di elevata qualità e per il merito scientifico del proprio impegno nel campo delle malattie cardiovascolari. «La decisione di assegnare il premio ex aequo è stata determinata dalla qualità eccellente del loro lavoro», ha spiegato il professor Bradford Berk dell'Istituto di ricerca cardiovascolare dell'Università di Rochester, nonché membro del comitato scientifico di valutazione. Hafi Ait-Oufella, del laboratorio di Alain Tedgui all'Istituto francese per la salute e la ricerca medica (Inserm), ha seguito alcuni studi precedenti condotti in laboratorio che hanno dimostrato che una sottopopolazione di linfociti T (chiamati Treg) è in grado di proteggere l'organismo dall'aterosclerosi, in cui la progressiva formazione di placche nella parete interna di un'arteria provoca l'«ispessimento delle arterie». Hafi Ait-Oufella è riuscito a dimostrare come una proteina nucleare del virus del morbillo, adeguatamente trattata e amministrata, è in grado di ridurre di circa il 50% la patologia dell'aterosclerosi in un topo. Le sue scoperte, se ulteriormente sviluppate, potrebbero condurre alla conversione della nucleoproteina del virus del morbillo in una nuova strategia intesa a ridurre e contenere l'aterosclerosi. Rory Koenen, ricercatore del laboratorio di Christian Weber all'Istituto tedesco di biologia molecolare cardiovascolare (IMCAR), ha studiato il ruolo di due proteine secrete dalle cellule quando viene facilitata l'aterogenesi, ovvero la formazione di ateromi sulle pareti arteriose come accade nell'aterosclerosi. Rory Koenen ha scoperto che due proteine della famiglia delle chemochine, RANTES e fattore piastrinico 4 (PF4), interagiscono l'una con l'altra e favoriscono l'adesione del monocita sulle pareti dei vasi sanguigni, processo che segna l'avanzamento dell'aterosclerosi. Utilizzando una tecnica sofisticata chiamata microscopio intravitale, nonché una molecola capace di inibire l'interazione RANTES-PF4, ha dimostrato che l'inibitore era efficace nella riduzione dell'aterosclerosi nell'aorta addominale della cavia. L'esperimento ha inoltre rivelato che le interazioni tra le chemochine sono (pato)fisiologicamente adatte e possono presentare un obiettivo attraente nella cura delle malattie infiammatorie. «I due giovani scienziati si sono distinti grazie a caratteristiche peculiari: Ait-Oufella ha adottato un eccellente approccio biologico per i problemi da lui affrontati e ha dato prova di estrema originalità. Koenen, invece, è stato come un "tornado tecnologico", in quanto ha impiegato tecniche biologiche sofisticate, la proteomica e ha sfruttato in modo molto razionale gli strumenti di progettazione proteica. Non vi è alcun dubbio che il loro valore personale rifletta l'eccellenza dei laboratori in cui lavorano.» La manifestazione si è svolta a Bristol (Regno Unito) ed è stata organizzata dalla rete europea di genomica vascolare (EVGN), la prima rete di eccellenza sulle malattie cardiovascolari finanziata dalla Commissione europea a titolo dell'area tematica «Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute» del Sesto programma quadro (6°PQ).
Paesi
Regno Unito