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Irlanda: Potocnik discute di politica dell�UE in materia di ricerca

Il commissario europeo per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik intervenendo il 27 novembre all�«Ireland's National Forum on Europe» (NFOE) ha affermato che per offrire ai cittadini europei prosperità, un ambiente sano e una società giusta, l�Europa deve diventare una delle ...

Il commissario europeo per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik intervenendo il 27 novembre all�«Ireland's National Forum on Europe» (NFOE) ha affermato che per offrire ai cittadini europei prosperità, un ambiente sano e una società giusta, l�Europa deve diventare una delle principali economie basate sulla conoscenza.. Affrontando il tema principale della manifestazione, «Il futuro dell�Europa risiede nella conoscenza», il commissario ha ribadito che l'unico modo per migliorare la qualità della vita all�interno dell�UE e rimanere competitivi a livello globale è «creare e applicare nuova conoscenza». «Se vogliamo raggiungere questo obiettivo dobbiamo migliorare tre settori: l�istruzione, la ricerca e l�innovazione». «Si può essere pro o contro la globalizzazione, ma non si può ignorarla», ha sottolineato Potocnik, affermando che l�agenda di Lisbona rappresenta la risposta dell�Europa alle sfide della globalizzazione e spiegando che essa è un elemento essenziale di tutte le politiche comunitarie attuali: «Utilizzando un simbolo dell�Irlanda per fare un paragone, si può affermare che se l'Agendo di Lisbona è l'arpa ogni politica è una corda; mentre la ricerca e l�innovazione sono la mensola dell�arpa da cui tutte le corde si estendono.» Potocnik ha inoltre posto l�accento sulle principali sfide internazionali, ad esempio garantire approvvigionamenti energetici adeguati riducendo al tempo stesso le emissioni di gas serra: «Abbiamo bisogno di nuovi prodotti e procedure per un impiego più efficace dei combustibili fossili e per lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili ed efficienti, occorre inoltre una scienza affidabile su cui basare decisioni valide volte a mitigare e adattare l�impatto ambientale delle attività umane. In risposta a tali sfide, Alan Dukes, ex leader del partito cristiano-democratico irlandese «Fine Gael», ha affermato che è venuto il momento di scegliere le azioni innovative necessarie per affrontare il problema e raggiungere gli obiettivi UE di riduzione delle emissioni di carbonio. «Dobbiamo definire iniziative molto più specifiche per ottenere risultati nel breve periodo, al fine di rendere realistici gli obiettivi a lungo termine». Durante il dibattito si è inoltre discusso dei partenariati pubblico- privato nell'ambito della ricerca, come previsto, ad esempio, dalle iniziative tecnologiche congiunte (ITC). John Dardis del partito democratico progressista ha affermato che negli ultimi anni gli interessi commerciali legati alla ricerca sono aumentati in particolare nel suo campo d�attività, la ricerca agricola. «Come possiamo affrontare problemi quali il cambiamento climatico se non disponiamo di una ricerca indipendente?» ha chiesto. incontrando l'approvazione di altri membri del NFOE. In risposta a queste osservazioni, il commissario Potocnik ha affermato che la Commissione si sta impegnando per ottenere un equilibrio, aggiungendo tuttavia che, ad esempio, per il cambiamento climatico, la Commissione deve coinvolgere le aziende, dato che i progetti finanziati a livello pubblico non potrebbero funzionare isolati. Atri temi discussi sono stati l�Agenzia spaziale europea e il programma Galileo di navigazione satellitare, che secondo i timori di Patricia McKenna, dell�Irish National Platform, potrebbero essere impiegati per scopi militari: «Se si considerano le armi fabbricate all�interno dell�UE, si può constatare che sono destinate ad essere completamente dipendente da Galileo, perciò l�aspetto militare è chiaramente importante.» Patricia McKenna ha inoltre aggiunto che, in base al trattato di riforma, il controllo dell�Agenzia spaziale europea passerebbe all'Alto rappresentate per la politica estera, il che potrebbe condurre alla militarizzazione delle attività dell�agenzia stessa. Potocnik ha affermato tuttavia che «non un singolo euro» dei finanziamenti comunitari alla ricerca viene destinato alla ricerca in campo militare. L�obiettivo del NFOE irlandese è offrire spazio al dibattito pubblico sull�UE, sul suo allargamento, sul suo futuro e sul ruolo dell�Irlanda al suo interno. I suoi membri provengono da vari partiti politici del parlamento nazionale irlandese, del Parlamento europeo e da organizzazioni della società civile. Negli ultimi anni l�Irlanda ha aumentato considerevolmente in propri investimenti nella tecnologia, nell�innovazione e nella ricerca scientifica e continua a farlo: il recente piano d�azione volto alla promozione degli investimenti in ricerca e sviluppo (R&S) entro il 2010, assegna, fino a tale anno, il 2,5% del prodotto nazionale lordo (PNL) locale agli investimenti in R&S. Attualmente tale percentuale è del 1,4%. «La visione alla base del nostro piano d�azione è che entro il 2010 l�Irlanda sia rinomata in tutto il mondo per il suo livello di eccellenza nella ricerca e si trovi all�avanguardia nella produzione e nell�impiego di nuova conoscenza a beneficio del progresso economico e sociale, nel quadro di una cultura alimentata dall�innovazione», ha affermato Michael Martin, ministro irlandese delle Imprese, del commercio e dell�occupazione.

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