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Parlamento invita ad azioni comunitarie congiunte sulle malattie neurodegenerative

Il 12 novembre il Parlamento europeo (PE) ha adottato una risoluzione per il sostegno del coordinamento a livello europeo della ricerca sulle malattie neurodegenerative, tra cui anche l'Alzheimer e il Parkinson. L'obiettivo finale è di combinare i finanziamenti, le competenze ...

Il 12 novembre il Parlamento europeo (PE) ha adottato una risoluzione per il sostegno del coordinamento a livello europeo della ricerca sulle malattie neurodegenerative, tra cui anche l'Alzheimer e il Parkinson. L'obiettivo finale è di combinare i finanziamenti, le competenze e le conoscenze, e di capitalizzare gli sforzi fatti in tutta l'Unione europea. Dati recenti indicano che il numero di europei colpiti dall'Alzheimer e dalle malattie correlate hanno raggiunto ormai i 7 milioni. Ciò che è ancora più preoccupante è il fatto che gli esperti ritengono che questo numero raddoppierà nel corso del prossimo decennio. Ciò che rende l'avanzamento delle ricerche su queste malattie assolutamente necessario è il fatto che non ci sono cure disponibili e che le conoscenze sulla prevenzione e sul trattamento sono limitate. Desta anche preoccupazione il numero crescente di pazienti, che andrà a pesare sulle tasche dei cittadini europei. I costi per le cure di un singolo paziente ammontano a 21.000 euro, e nel 2005 la spesa totale per il trattamento di questi pazienti è stata di quasi 1,3 miliardi di euro. La risoluzione approvata dal Parlamento invita i 27 Stati membri dell'Unione europea a creare un programma comune di ricerca nel campo delle malattie neurodegenerative e di rafforzare i dati epidemiologici sull'Alzheimer e sui disturbi di demenza correlati. Per mettere un freno a queste malattie sono necessarie le seguenti azioni: eseguire test diagnostici precoci, condurre ricerche sui fattori di rischio (ad es. l'ambiente) e individuare criteri per la diagnosi precoce. Da parte loro i membri del Parlamento europeo (MEP) vorrebbero vedere lo sviluppo di una cooperzione transnazionale sugli studi epidemiologici e clinici estesi, e la creazione di un approccio multidisciplinare che comprenda la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e la ricerca sociale. La risoluzione delinea che la ricerca dovrebbe indagare sulla connessione tra il processo di invecchiamento e la demenza, nonché sul legame tra la depressione nelle persone anziane e la demenza. Tra le prime cose che il programma sulla ricerca dovrebbe affrontare ci sono la prevenzione, la diagnosi precoce e gli strumenti diagnostici standard, e una banca dati completa. Gli eurodeputati consigliano altresì che la Commissione includa i problemi della demenza tra le misure dell'UE per la prevenzione delle malattie. Gli Stati membri - dicono i MEP - dovrebbero incoraggiare gli stili di vita "sani per la mente". Aggiungono che occorre istituire un "Anno europeo del cervello", per contribuire alla comprensione delle malattie cerebrali legate all'anzianità. Le procedure burocratiche dovrebbero essere ridotte al minimo nel progetto pilota, secondo il Parlamento. La cooperazione tra i membri del progetto pilota e l'industria è importante al fine di assicurare che tutte le risorse e capacità vengano usate a vantaggio di tutti i cittadini. I MEP sottolineano anche che le iniziative future sulle attività di ricerca congiunte devono rientrare nell'ambito della legislazione europea per la ricerca, in modo che il Parlamento abbia poteri di codecisione secondo quanto previsto dal trattato di Lisbona. I MEP hanno sottolineato come l'Alzheimer è la causa più comune di dipendenza e quanto sia necessario assicurare un impegno politico nei campi della ricerca, prevenzione e protezione sociale. La risoluzione del Parlamento segue la stessa linea della Commissione, che a luglio 2009 ha invitato gli Stati membri di unire le loro risorse e migliorare l'impegno di coordinazione della ricerca nella lotta contro l'Alzheimer e delle malattie correlate. La proposta della Commissione segue una raccomandazione del 2008 fatta dal Consiglio dell'Unione europea per il lancio di un'iniziativa di programmazione congiunta. "Vogliamo aiutare la ricerca ad occupare un ruolo più importante nell'affrontare le sfide sociali come l'Alzheimer e le malattie correlate", ha detto il commissario europeo per la Ricerca Janez Potocnik l'anno scorso. "Si tratta di un'opportunità per la scienza europea e di una risposta alle sfide della nostra società moderna." Il commissario europeo per la Salute Androulla Vassiliou all'inizio di quest'anno ha detto: "Perdere le capacità mentali a causa della demenza non è semplicemente un aspetto dell'invecchiamento. Con l'invecchiare della popolazione europea dobbiamo collaborare per riuscire a capire meglio queste malattie e cercare di prevenirle. Dobbiamo dimostrare la nostra solidarietà alle persone che soffrono di demenza, condividendo le migliori pratiche per quanto riguarda la cura di questi pazienti e rispettando i loro diritti e la loro dignità."

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