Skip to main content

Article Category

Notizia

Article available in the folowing languages:

Secondo uno studio, si è ridotta la copertura mediatica della pandemia di AIDS

Un nuovo studio internazionale rivela che la copertura mediatica di HIV/AIDS (virus dell'immunodeficienza umana/sindrome dell'immunodeficienza acquisita) nei paesi sviluppati si è ridotta di oltre il 70% negli ultimi 20 anni. Secondo i ricercatori non è una grande sorpresa v...

Un nuovo studio internazionale rivela che la copertura mediatica di HIV/AIDS (virus dell'immunodeficienza umana/sindrome dell'immunodeficienza acquisita) nei paesi sviluppati si è ridotta di oltre il 70% negli ultimi 20 anni. Secondo i ricercatori non è una grande sorpresa visto che sono stati fatti molti progressi nelle misure per fronteggiare la malattia in questi paesi. Fanno però presente che la maggior parte della ricerca su questa malattia avviene nel mondo sviluppati, una mancanza di interesse proprio lì potrebbe sminuire il lavoro teso a contrastare la pandemia nei paesi in via di sviluppo. I risultati fanno parte di uno studio in corso sulla copertura mediatica riguardante la sostenibilità in tutto il mondo, condotto da ricercatori provenienti da Germania, Francia, Irlanda e Regno Unito. Il progetto Trends in Sustainability, coordinato dall'Università di Leeds nel Regno Unito, dalla Queen's University di Belfast, dall'Institute for Future Studies and Technology Assessment (IZT) con sede a Berlino in Germania e dall'Euromed Management di Marsiglia, Francia, rivela che all'inizio degli anni 1990 sono apparsi su ogni edizione dei principali quotidiani una media di 1,5 articoli legati a HIV/AIDS. Ma i livelli di copertura sono scesi a partire dal 2008, fino a meno di 0,5 articoli per ogni uscita di quotidiano. La copertura sui giornali francesi e statunitensi è diminuita drasticamente durante lo stesso periodo. I ricercatori hanno scoperto che, al posto degli articoli su HIV/AIDS, negli ultimi vent'anni è aumentata la copertura di argomenti riguardanti la sostenibilità. Ma fanno notare che la copertura di problemi dell'ambiente, come pioggia acida e buco dell'ozono, che sono stati affrontati con successo, è diminuita dall'inizio degli anni 1990. Gli articoli sui cambiamenti climatici nel frattempo sono aumentati di oltre 10 volte in questo periodo, arrivando a una media di oltre 2 articoli per edizione in tutto il campione di 115 quotidiani. "Negli ultimi anni, i cambiamenti climatici sono emersi come un argomento determinante nel contesto della sostenibilità," ha detto il dott. Ralf Barkemeyer dell'Università di Leeds. "Questo argomento di importanza mondiale è riuscito a guadagnare il consenso e l'attenzione del pubblico verso la sostenibilità, ma allo stesso tempo potrebbe aver cambiato significativamente l'agenda della sostenibilità stessa - forse a spese dell'attenzione verso problemi socioeconomici come la malaria e l'HIV/AIDS o persino la corruzione, i diritti umani o la povertà." Secondo il dott. Barkemeyer, c'è stata una brusca diminuzione nella copertura di tutti questi argomenti nei media negli ultimi anni, "in particolare a partire dall'inizio del 2006 quando l'attenzione dei media dedicata ai cambiamenti climatici ha cominciato a crescere marcatamente". Da parte sua, il professor Frank Figge della Facoltà di Management della Queen's University di Belfast ha detto: "L'HIV/AIDS è emerso come una questione fondamentale che tende a essere trattata con sempre maggiore negligenza dai giornali del nord sviluppato," fatto che "non costituisce necessariamente una sorpresa, visto che i notevoli progressi fatti nel trattamento dell'HIV/AIDS sono in gran parte limitati al nord ricco. Il problema si è quindi spostato nel sud globale". I ricercatori hanno notato che "i livelli di attenzione nelle aree maggiormente colpite dalla pandemia di AIDS - come il Sud Africa - è rimasto a livelli alti ed è persino aumentato negli ultimi 20 anni." Suggeriscono però che la mancanza di copertura mediatica di HIV/AIDS nel mondo occidentale potrebbe ostacolare i progressi delle soluzioni per la diffusione della pandemia nei paesi in via di sviluppo, in particolare nell'Africa sub sahariana" visto che "la grande maggioranza della ricerca su HIV/AIDS si svolge nel mondo sviluppato". Il dott. Tobias Hahn dell'Euromed Management ha detto che i cambiamenti climatici e le questioni riguardanti la sostenibilità non sono gli unici argomenti che hanno allontanato i riflettori dall'HIV/AIDS. "Negli ultimo 10 anni, la minaccia del terrorismo internazionale sembra aver preso il posto della maggior parte dei 20 argomenti riguardanti la sostenibilità che abbiamo analizzato sui giornali statunitensi. Anche la recessione mondiale non è stata certo di aiuto in termini di attenzione pubblica verso HIV/AIDS."

Paesi

Germania, Francia, Irlanda, Regno Unito

Articoli correlati