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Un nuovo modo di rilevare, ed eliminare, l’acrilammide

Grazie a un nuovo dispositivo di rilevazione sviluppato da alcuni ricercatori dell’UE, i produttori alimentari possono monitorare meglio l’eventuale presenza di acrilammide nei loro prodotti.

Alimenti e Risorse naturali

L’acrilammide è una neurotossina naturale spesso presente in alimenti amidacei che si forma come reazione chimica quando gli alimenti vengono cotti ad alte temperature. Tra gli alimenti con elevati livelli di acrilammide figurano, ad esempio, le patate fritte, le patatine, il pane, i cereali e il caffè. Secondo l’Istituto nazionale per il cancro statunitense, studi in modelli di roditori hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilammide può aumentare il rischio di diverse forme di cancro. Inoltre, dato che il corpo trasforma l’acrilammide in glicidammide, esiste anche una correlazione tra l’assorbimento di acrilammide e le mutazioni e i danni al DNA. Alla luce di questi fattori di rischio, nel 2018 l’Unione europea ha implementato una direttiva che esorta gli operatori del settore alimentare a monitorare attentamente la presenza di acrilammide negli alimenti. Purtroppo, è più facile a dirsi che a farsi: infatti le tecniche esistenti per rilevare l’acrilammide richiedono molto tempo, sono costose e troppo complesse. Per aiutare gli operatori del settore alimentare a rispettare la direttiva dell’UE, il progetto AFREELAMIDE, finanziato dall’UE, ha sviluppato un dispositivo di rilevazione che si avvale della tecnologia di spettroscopia nel vicino infrarosso (NIRS). Il nuovo dispositivo consente agli utenti di condurre in tempo reale il monitoraggio di singoli alimenti sul campo e con un costo cinque volte inferiore rispetto ai mezzi d’ispezione tradizionali. «È la prima volta che i sistemi di spettroscopia vengono utilizzati per rilevare i livelli di acrilammide nei normali alimenti di tutti i giorni», spiega Efrén García, fondatore e amministratore delegato di Centaurea, impresa tecnologica spagnola e partner principale del progetto AFREELAMIDE. «Grazie alla spettroscopia, possiamo monitorare la presenza di acrilammide nel 100 % degli alimenti di un produttore alimentare, facendo risparmiare soldi all’impresa e garantendo la salute e il benessere dei consumatori».

Eliminare una neurotossina pericolosa

Per trarre beneficio dal sistema AFREELAMIDE, tutto quello che un’impresa deve fare è istallare il dispositivo nella sua linea di produzione. Mentre gli alimenti passano sotto il dispositivo, quest’ultimo li esamina utilizzando diverse lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico (che corrispondono al settore VIS/NIR). A seconda della composizione chimica del prodotto o della presenza di agenti inquinanti, queste onde sono riflesse, assorbite o trasmesse. Questa risposta visiva può essere collegata a un agente inquinante specifico, in questo caso, ai livelli di acrilammide. Durante lo svolgimento del progetto, il sistema AFREELAMIDE è stato collaudato in diversi ambienti industriali reali, tra cui l’impresa agro-alimentare globale Siro Group. «Queste prove hanno dimostrato che utilizzando un sistema vicino all’infrarosso per misurare l’acrilammide, le imprese possono accertarsi che la loro intera produzione sia completamente priva di questa neurotossina potenzialmente pericolosa», spiega García.

Un elevato potenziale del mercato

Sulla base di uno studio di mercato condotto dai ricercatori del progetto, AFREELAMIDE è potenzialmente scalabile e redditizio. Venduto al prezzo unitario di 20 000 EUR, García osserva che la sua impresa prevede vendite per oltre 8 milioni di EUR entro il 2025. Per prepararsi al suo lancio sul mercato, Centaurea sta attualmente lavorando per ottenere finanziamenti tramite l’acceleratore del CEI. Questi finanziamenti saranno utilizzati per sviluppare una grande banca dati di tutti gli alimenti interessati dall’acrilammide. «Questo progetto ci ha consentito di dimostrare al mercato che esiste un modo veloce e sicuro per migliorare la sicurezza alimentare», afferma García. «Ora siamo pronti a immettere AFREELAMIDE sul mercato, contribuendo così al miglioramento del benessere dei consumatori in tutto il mondo».

Parole chiave

AFREELAMIDE, acrilammide, produttori alimentari, alimenti, neurotossina, cancro, spettroscopia nel vicino infrarosso, spettroscopia

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