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Prevenire la diffusione di infezioni nelle unità di terapia intensiva neonatale

Dopo la Covid-19, sappiamo tutti che lavarsi le mani è una delle azioni più efficaci contro la diffusione di infezioni. Il progetto COSA ha sviluppato un sistema per accertarsi di un’igiene delle mani efficace nelle unità di terapia intensiva neonatale allo scopo di proteggere i neonati vulnerabili.

Salute

Il personale e i pazienti sono in stretto contatto, pertanto gli ospedali sono particolarmente vulnerabili alla trasmissione di infezioni batteriche e virali, le cosiddette infezioni correlate all’assistenza (ICA). Si stima che il 10 % di tutti i ricoveri ospedalieri e il 30 % dei ricoveri nelle unità di terapia intensiva neonatale sono colpiti dalle ICA. Di solito, la durata media dei ricoveri aumenta da circa cinque giorni a oltre 20 giorni per i casi di ICA. Grazie al lavaggio delle mani, uno dei mezzi più efficaci per controllare le infezioni, il progetto COSA, sostenuto dall’UE, ha utilizzato algoritmi della visione artificiale per sviluppare misure di contenimento efficaci. «Il nostro sistema autonomo è superiore alla maggior parte dei sistemi di sorveglianza per l’igiene delle mani: previene anziché rilevare una scarsa igiene delle mani solo a posteriori», spiega Onur Özcan, coordinatore del progetto. I finanziamenti dell’UE hanno consentito al gruppo di completare uno studio di fattibilità presso l’ospedale Pendik Research and Application in Turchia. Questo ha confermato che, mentre il controllo dell’infezione era fondamentale, il lancio diffuso richiedeva il supporto del governo.

Monitorare l’igiene

La maggior parte dei metodi attuali per incentivare una buona igiene delle mani comporta alcuni problemi; la formazione, seppur efficace, è onerosa, e molti praticanti ricadono nelle vecchie abitudini. I materiali divulgativi, quali i poster, non bastano per assicurare la conformità. Le etichette elettroniche indossate dal personale e incollate alle postazioni disinfettanti per registrare il lavaggio delle mani sono ovviamente limitate a determinati siti. Il sistema COSA si differenzia poiché rileva attivamente, in tempo reale, se il personale sanitario si è lavato o meno le mani quando si avvicina ai pazienti. A tal fine impiega sensori posizionati in modo strategico (soprattutto videocamere per riprese diurne): queste aree comprendono il letto del paziente o le zone delle incubatrici. L’algoritmo della visione artificiale del sistema si avvale dei sensori per rilevare se la persona che si sta avvicinando al paziente si è lavata o disinfettata le mani prima del contatto. Fondamentalmente, se il protocollo non è stato seguito, il sistema invia dei segnali d’allarme, ad esempio a un infermiere caposala. È stato collaudato in laboratorio un prototipo, determinando un tasso di rilevamento accurato per la conformità e non-conformità di oltre il 90 %. Il collaudo del sistema nell’ospedale Pendik Research and Application è in attesa di approvazione da parte del loro comitato etico. «Attraverso lo sviluppo del prototipo, abbiamo consultato il personale sanitario riguardo la metodologia e le funzionalità. Molti hanno mostrato grande interesse e convinzione che il progetto COSA andrà a vantaggio di tutto il sistema sanitario. Gli studi in ambienti clinici ci daranno dati quantificabili sulla misura in cui COSA ha rafforzato l’igiene delle mani», afferma Özcan.

Ridurre i ricoveri e i costi ospedalieri

Ogni anno, circa quattro milioni di cittadini dell’UE sono vittime delle ICA, le quali provocano circa 150 000 decessi. Al tempo stesso, in Europa i costi sanitari sono costantemente in aumento. Una recente relazione dell’UNICEF ha scoperto che ogni anno quasi 30 milioni di bambini nascono prematuramente, sono troppo piccoli o si ammalano e hanno bisogno di terapie specializzate per sopravvivere. La stessa ricerca ha riferito che nel 2017 ben 2,5 milioni di neonati sono morti, in gran parte per cause evitabili. «COSA ha il potenziale non solo di prevenire alcune di queste mortalità, ma anche di ridurre la durata dei ricoveri ospedalieri e dei costi di trattamento», aggiunge Özcan. La ricerca dimostra che la conformità crescente, grazie ai protocolli relativi all’igiene delle mani, dal 48 % al 66 % riduce i tassi di infezioni dal 16,9 % al 9,9 %. L’obiettivo del progetto COSA consiste nel raggiungere tassi di conformità pari al 70-80 %. Anche se la data di lancio prevista del sistema COSA è stata ritardata a causa della Covid-19, che lo rende ancora più pertinente che mai, il gruppo sta continuando a sviluppare il sistema e sta studiando componenti più economici, insieme a progetti più efficienti e algoritmi migliori, oltre a rafforzare i protocolli relativi alla privacy e alla sicurezza dei dati.

Parole chiave

COSA, Covid-19, igiene delle mani, lavarsi le mani, ospedale, infezione, neonato, unità di terapia intensiva, visione artificiale, monitoraggio

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