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TENDENZE SCIENTIFICHE: Tutte le creature grandi e piccole: un piano per creare un elenco di tutte le specie

Alcuni scienziati hanno elaborato un piano d’azione per creare il primo elenco delle specie sulla Terra universalmente riconosciuto.

Ricerca di base

Nonostante vari tentativi attraverso i secoli, c’è una ragione per cui non esiste ancora un simile elenco: a causa di divergenze e persino della confusione riguardo la classificazione, la comunità scientifica non è stata in grado di intraprendere un compito così arduo. Una ricerca pubblicata nella rivista «PLOS Biology» illustra in che modo creare un elenco convenuto di tutte le specie del mondo. Attualmente circolano diversi elenchi, ma anche se le informazioni sono più accessibili rispetto al passato, gli scienziati, i governi e le organizzazioni ambientaliste non hanno approvato un insieme di regole per elencare e accreditare le meraviglie naturali. «Più persone lavorano in un gruppo, più elenchi saranno redatti», ha raccontato al «The Guardian» il professor Frank E. Zachos, coautore e curatore del Museo di Storia Naturale di Vienna. I dibattiti su come definire le specie sono inevitabili, dato che la natura si evolve in continuazione. Zachos usa come esempio la famiglia: «È come delineare la propria famiglia. Si includerebbero i cugini, probabilmente i cugini di secondo grado, poi di terzo, quarto e quinto grado: qual è il limite? Eventuali limiti saranno arbitrari e in fondo una questione di gusti». «Elencare tutte le specie può sembrare banale, ma si tratta di un compito difficile e complesso», ha raccontato a «Science X» il professor Stephen T. Garnett, primo autore dell’Università Charles Darwin in Australia. «Attualmente non è disponibile alcun singolo elenco approvato».

Una soluzione in dieci punti per un elenco autorevole

Il gruppo di ricercatori illustra dieci principi per creare e gestire un elenco di tutte le specie. Precisano che l’elenco deve basarsi sulla scienza, soddisfare i requisiti della comunità scientifica, essere trasparente per quanto riguarda il processo decisionale, essere separato dalla denominazione delle specie ed essere istituito in modo da non limitare la libertà accademica. Inoltre, l’elenco deve essere conforme il più possibile alla tassonomia, mantenere le registrazioni delle versioni archiviate, essere sviluppato da contributori riconosciuti, avere voci tracciabili e considerare la diversità globale e la conoscenza locale di tale diversità. L’elenco include anche un ruolo definito per i tassonomisti. «Soprattutto, esso definisce chiaramente i ruoli dei tassonomisti (gli scienziati che scoprono, denominano e classificano le specie) e delle parti interessate quali gli ambientalisti e le agenzie governative e internazionali», ha spiegato il dottor Kevin R. Thiele, coautore e direttore di Taxonomy Australia. «Mentre i tassonomisti avrebbero l’ultima parola su come riconoscere e denominare le specie, il processo garantisce che vengano considerate le esigenze delle parti interessate quando si decide tra opinioni tassonomiche contrastanti».

Possiamo ottenere un elenco adottato universalmente?

«Sviluppare un singolo elenco convenuto delle specie non fermerà l’estinzione», aggiunge Garnett, «ma è un passo importante nella gestione e nella conservazione di tutte le specie del mondo, grandi e piccole, per questa e le prossime generazioni». Nel loro studio, gli autori concludono: «Se portato a compimento, un elenco globale autorevole delle specie sarebbe un risultato straordinario, per la scienza mondiale e come parte importante di un pacchetto di misure per rispondere alle sfide globali… Un elenco tassonomico globale supererà i confini, le preferenze personali, la politica e la storia… Le sue conseguenze, invece, sarebbero rivoluzionare». Questo studio è il primo di una serie di pubblicazioni che spiegherà come sarebbe gestito un indice globale delle specie.

Parole chiave

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