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Ultime notizie da Londra: uno strumento di simulazione prevede una seconda ondata di Covid-19

Un gruppo di ricercatori ha pronosticato come alcune misure localizzate adottate a Londra, tra cui la chiusura di determinati negozi o la quarantena dei residenti di particolari edifici, possano influire sulla diffusione del coronavirus.

Salute

A partire dall’insorgenza della pandemia da Covid-19, la modellizzazione matematica e le simulazioni a computer sono state ampiamente utilizzate per prendere decisioni sulle migliori strategie per la mitigazione degli effetti della Covid-19. Gli sforzi si sono concentrati sulla comprensione della diffusione del coronavirus e sulle ripercussioni di vari interventi. Il progetto HiDALGO, finanziato dall’UE, ha aiutato un gruppo di ricercatori nello sviluppo di una simulazione per la previsione degli effetti di misure locali di isolamento nei quartieri di Londra. La simulazione open-source del coronavirus ha previsto che Londra sarà quasi certamente investita da una seconda ondata di Covid-19 , sebbene l’epidemia avrà un’intensità notevolmente inferiore rispetto alla precedente. In un articolo a cura dell’Università Brunel di Londra, partner del progetto HiDALGO, si afferma che: «I modellatori creatori della simulazione, da loro stessi definita “pessimistica”, hanno riscontrato la probabilità di una seconda ondata di coronavirus, nonostante le misure adottate». Lo stesso articolo riporta il commento del dott. Derek Groen dell’Università Brunel di Londra: «Le nostre simulazioni permettono alle autorità di osservare l’impatto delle iniziative, quali la chiusura di un supermercato locale o la modifica di restrizioni imposte a scuole o attività commerciali a livello strettamente locale».

Epidemia prolungata

I ricercatori hanno impiegato dati resi anonimi forniti da una fondazione del servizio sanitario nazionale britannico per formulare una previsione di 80 giorni comprendente una «gamma molto ampia di tipologie di intervento a livello locale», dalla chiusura dei pub alle restrizioni imposte alle famiglie per supportare le autorità locali nella pianificazione delle misure di isolamento. Sono state realizzate simulazioni complete per diversi quartieri di Londra, compresi Brent, Ealing, Hillingdon e Harrow, con previsioni più essenziali per i quartieri di Westminster, Kensington, Fulham e Chelsea. Le simulazioni hanno messo a confronto una serie di scenari per ogni zona, tra cui l’assenza di restrizioni, un periodo esteso di isolamento e un isolamento dinamico avvalendosi di una combinazione di misure differenti. I tassi di infezione sono stati visualizzati su una cartina tramite OpenStreetMaps, «consentendo ai modellatori di vedere dove si sviluppano i focolai e come questi si spostino con il diffondersi della malattia in una popolazione», come spiegato nell’articolo dell’Università Brunel di Londra. Il dott. Groen sottolinea la presenza di risultati ampiamente variabili tra un quartiere e l’altro, aggiungendo che il gruppo di ricercatori sta «tentando di comprenderne meglio i motivi». E aggiunge: «In quasi tutti i casi, i modelli rivelano la sicura insorgenza di una seconda ondata e anche se avrà una minore intensità rispetto alla prima, potrebbe durare più a lungo». Lo strumento di simulazione si basa sui risultati presenti nell’attuale letteratura scientifica, tuttavia i ricercatori sottolineano che chiunque ne faccia uso potrebbe aggiornarne le ipotesi, tra cui il grado di infettività di ciascun paziente e quante persone rispettano le regole di distanziamento sociale. «Infatti, ad esempio, al momento non è del tutto chiaro quante persone indossino la mascherina. Possiamo ipotizzare una cifra, ad esempio il 20 %, ed eseguire una simulazione, ma se si inserisce un numero diverso è possibile effettuare più simulazioni per ottenere risultati diversi», commenta il dott. Groen. Secondo lo stesso articolo, le simulazioni sono già adoperate da un’autorità locale nel nord di Londra. Il dott. Imran Mahmood, che ha co-creato le simulazioni, afferma: «Ci auguriamo che i codici vengano utilizzati da altri per modellare le proprie aree locali… per avere un’idea di come la Covid-19 si stia diffondendo nella loro comunità locale». Il progetto HiDALGO (HPC and Big Data Technologies for Global Systems), tuttora in corso, che ha contribuito alla realizzazione del simulatore, si occupa dello sviluppo di un modello di simulazione volto ad affrontare le sfide globali in vari ambiti, quali sociologia, economia, tecnologia ed ecologia, spaziando dai flussi migratori all’inquinamento atmosferico. Per maggiori informazioni, consultare: sito web del progetto HiDALGO

Parole chiave

HiDALGO, Covid-19, coronavirus, Londra, seconda ondata, isolamento

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