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Chiarire i misteri della COVID-19 e il suo impatto sul sistema immunitario

Gli scienziati hanno riscontrato risposte immunitarie diverse nelle persone colpite da COVID-19, che variano da un decorso asintomatico a grave.

Salute

Come mai alcune persone che contraggono la COVID-19 non mostrano alcun sintomo, mentre altre sviluppano insufficienza respiratoria acuta, o persino danni al fegato e ai reni? Per rispondere a tale quesito, alcuni ricercatori, supportati in parte dai progetti ThDEFINE e MRG-GRammar finanziati dall’UE, hanno analizzato la risposta immunitaria completa dell’organismo e come essa differisca nei pazienti sintomatici e asintomatici. Il loro studio è stato pubblicato nella rivista «Nature Medicine». La ricerca è parte dell’iniziativa Human Cell Atlas (Atlante delle cellule umane), che mira alla mappatura di ogni cellula del corpo, ed è anche uno dei pochi studi ad aver incluso persone prive di sintomi. In questi soggetti asintomatici, i ricercatori hanno riscontrato livelli più elevati di cellule immunitarie specifiche, mentre le persone con sintomi più seri non avevano queste tipologie di cellule protettive, e mostravano invece livelli maggiori di cellule infiammatorie. Secondo l’autrice senior della ricerca, la prof.ssa Muzlifah Haniffa dell’Università di Newcastle e del Wellcome Sanger Institute, includere nello studio dati relativi ai pazienti asintomatici può aiutare a far luce sul perché persone differenti reagiscano in modo diverso alla COVID-19. «Inoltre, si spiegherebbero sintomi quali l’infiammazione ai polmoni e i coaguli di sangue. Il sistema immunitario è composto da tanti gruppi diversi di cellule, proprio come un’orchestra è composta da diversi gruppi di strumenti, e per poter comprendere la risposta immunitaria coordinata occorre osservare queste cellule immunitarie nel loro insieme», ha sottolineato Haniffa in un comunicato stampa pubblicato su «EurekAlert!».

La risposta immunitaria in diversi pazienti

Il team di ricerca ha analizzato oltre 780 000 cellule sanguigne prelevate da 130 pazienti affetti da COVID-19 a vari livelli di gravità in tre diversi centri del Regno Unito. È emerso che le persone asintomatiche mostrano livelli più alti di cellule B, che producono gli anticorpi presenti nelle cavità sinusali, mentre le persone con sintomi gravi non avevano queste cellule. Inoltre, se nei pazienti con sintomi da lievi a moderati sono stati riscontrati livelli elevati di cellule B e cellule T helper, molte di queste cellule immunitarie erano invece assenti nei soggetti con sintomi più gravi. È interessante notare che nei pazienti per i quali è stato necessario il ricovero in ospedale, i livelli di monociti e di cellule T killer erano cresciuti in modo incontrollato, causando infiammazione. Quest’ultimo gruppo mostrava inoltre elevati livelli di cellule produttrici di piastrine, che favoriscono la coagulazione. «Questo è finora uno degli studi più dettagliati sulle risposte immunitarie alla COVID-19, e ci aiuta a comprendere perché alcune persone si ammalano gravemente, mentre altre sconfiggono il virus senza nemmeno sapere di averlo contratto», ha riferito nel medesimo comunicato stampa Menna Clatworthy, autrice senior e professoressa presso l’Università di Cambridge e il Wellcome Sanger Institute. La dottoressa Sarah Teichmann, autrice senior presso il Wellcome Sanger Institute e l’Università di Cambridge, ha affermato: «Questa informazione può essere utilizzata per comprendere meglio come mai persone diverse reagiscano in modi differenti al coronavirus. I dati, liberamente accessibili, possono fornire una base per lo sviluppo di nuove potenziali terapie per ridurre la diffusione del virus o per proteggere le persone che iniziano a manifestare la malattia in modo grave». ThDEFINE (Re(defining) CD4+ T Cell Identities One Cell at a Time) è coordinato da Genome Research Limited, una divisone del Wellcome Sanger Institute. Il progetto, della durata di 6,5 anni, si concluderà a giugno 2022. Il progetto MRG-GRammar (Massive Reverse Genomics to Decipher Gene Regulatory Grammar), che è stato coordinato dall’Istituto israeliano di tecnologia Technion, si è concluso nel 2018. Per maggiori informazioni, consultare: progetto ThDEFINE progetto MRG-GRammar

Parole chiave

ThDEFINE, MRG-GRammar, COVID-19, risposta immunitaria, cellule T, asintomatico, coronavirus

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