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Progetto del mese: indizi dallo studio più completo mai realizzato sul ritiro globale dei ghiacciai

Un nuovo studio pubblicato su «Nature» ha rivelato che quasi tutti i ghiacciai del mondo sono diventati più sottili e hanno perso una notevole quantità di massa durante gli ultimi decenni, mettendo inoltre in evidenza il fatto che questa tendenza non sta facendo altro che accelerare. Nell’analisi più completa e precisa sinora elaborata, un team di ricerca internazionale, di cui faceva parte anche il progetto ICEMASS, finanziato dall’UE, ha lanciato l’allarme in merito alle potenziali conseguenze disastrose dell’eventuale protrarsi di questa tendenza.

Cambiamento climatico e Ambiente

Secondo quanto evidenziato dallo studio, i ghiacciai che si stanno sciogliendo con maggiore rapidità si trovano in Alaska, in Islanda e sulle Alpi, ma anche quelli situati sulle catene montuose del Pamir, dell’Hindu Kush e dell’Himalaya sono profondamente influenzati da queste alterazioni. Si tratta di una situazione particolarmente preoccupante per alcuni paesi dell’Asia meridionale, tra cui l’India e il Pakistan, in cui l’acqua di fusione glaciale costituisce una fonte idrica di vitale importanza nella stagione secca. Ciononostante, lo studio ha anche svelato alcune informazioni sorprendenti: alcuni ghiacciai, infatti, come quelli situati sulla costa orientale della Groenlandia e in Scandinavia, hanno registrato tassi di ritiro più lenti rispetto a prima nel periodo dal 2010 al 2019. I ricercatori, tuttavia, ritengono che la causa di tale rallentamento dipenda da un’anomalia in termini di condizioni meteorologiche nell’Atlantico settentrionale, che ha provocato una maggiore quantità di precipitazioni e un abbassamento delle temperature. Il progetto ICEMASS (Global Glacier Mass Continuity), sostenuto dal Consiglio europeo della ricerca, ha contribuito a questo ampio studio globale sviluppando un innovativo «modello di sensore» che ha consentito l’esplorazione di immagini satellitari stereoscopiche (ovvero immagini ottenute dallo stesso punto della superficie terrestre, ma da diverse angolature spaziali di ripresa) ricavate nel corso di un ventennio. Ciò ha consentito ai ricercatori di far emergere preziose misurazioni ripetute della superficie terrestre che erano celate in profondità all’interno della vasta mole di dati. ICEMASS ha inoltre condotto diversi studi pilota che hanno effettuato test e dimostrazioni per regioni di dimensioni più ridotte, il che è stato successivamente esteso a livello globale per l’intero studio. Per maggiori informazioni sullo studio, che è stato guidato dall’Istituto di tecnologia federale svizzero a Zurigo (ETH Zürich), visitare l’indirizzo: https://titan.uio.no/english/2021/worlds-glaciers-are-melting-faster-20-years-ago Lo studio stesso è invece disponibile alla seguente pagina web: https://www.nature.com/articles/s41586-021-03436-z «ICEMASS ha contribuito ad una serie di metodi che sono risultati essenziali per lo svolgimento dello studio e sono molto soddisfatto di come i nostri risultati e sviluppi siano stati accolti in modo così collaborativo e interattivo, com’è accaduto per lo studio pubblicato su “Nature”.» - Andreas Kääb, ricercatore principale di ICEMASS Se siete interessati a far apparire il vostro progetto nella rubrica «Progetto del mese» in un prossimo numero, inviateci un’e-mail a editorial@cordis.europa.eu spiegandoci il perché!

Parole chiave

ICEMASS, ghiacciaio, acqua di fusione, immagini satellitari stereoscopiche, Consiglio europeo della ricerca