Costruire un’infrastruttura di ricerca europea per le risorse genetiche vegetali
Per nutrire una popolazione in crescita, l’agricoltura ha fatto sempre più affidamento su un numero limitato di varietà di colture che danno buoni risultati in condizioni controllate. Di conseguenza, molte varietà tradizionali e specie selvatiche affini sono scomparse dai campi, insieme ai tratti genetici che un tempo aiutavano le piante a far fronte alle avversità. La capacità dell’Europa di rispondere ai cambiamenti climatici, all’insicurezza alimentare e alla perdita di biodiversità dipende in parte dalla sua capacità di comprendere, conservare e utilizzare la propria biodiversità vegetale. Il progetto PRO-GRACE(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, ha posto le basi per un’infrastruttura di ricerca europea coordinata e distribuita per le risorse genetiche vegetali, affrontando la frammentazione di lunga data e la mancanza di standardizzazione nei processi e nelle procedure.
Diversità genetica, resilienza climatica
L’attenzione rivolta a una gamma ristretta di varietà vegetali ad alto rendimento ha aumentato la produttività ma ridotto drasticamente la diversità genetica, rendendo le colture sempre più vulnerabili. «Un singolo nuovo agente patogeno o un rapido cambiamento di temperatura possono minacciare interi raccolti, poiché le colture geneticamente uniformi tendono a reagire allo stress allo stesso modo, rendendole contemporaneamente vulnerabili», spiega Giuseppe Aprea dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile(si apre in una nuova finestra), che coordina il progetto. Per risolvere questo problema, i coltivatori e gli scienziati necessitano di informazioni sulle caratteristiche che potrebbero aiutare le colture ad adattarsi. Gli archivi delle accessioni (campioni unici e identificabili di materiale vegetale) costituiscono uno strumento essenziale. Il catalogo europeo di ricerca sulle risorse genetiche vegetali(si apre in una nuova finestra) (EURISCO) documenta attualmente oltre due milioni di accessioni, ma questa cifra rappresenta solo una minima parte di quelle conservate nelle circa 400 banche genetiche e istituzioni europee. Inoltre, le accessioni in situ (sul campo) rimangono in gran parte non documentate.
Infrastruttura coordinata delle risorse genetiche vegetali europee
PRO-GRACE ha posto le basi per un’infrastruttura di ricerca distribuita che collega banche genetiche, centri di conservazione e istituti di ricerca esistenti. I paesi manterranno la proprietà e le competenze dei nodi nazionali, operando all’interno di un quadro europeo condiviso coordinato da un polo centrale. I membri concorderanno standard condivisi per le descrizioni delle accessioni, la documentazione e le richieste di materiali. Inoltre, «per le risorse in situ, come le specie selvatiche affini alle colture e le varietà tradizionali ancora coltivate nelle aziende agricole, l’infrastruttura supporterà il monitoraggio, la documentazione e il backup in strutture ex situ, contribuendo a prevenire la perdita di biodiversità che attualmente è scarsamente documentata e spesso a rischio», osserva Aprea.
Protocolli standardizzati, gestione dei dati FAIR
I protocolli armonizzati costituiscono un prerequisito per un confronto affidabile, la garanzia della qualità e lo scambio sicuro di materiale. PRO-GRACE ha sviluppato standard di qualità per la raccolta, la rigenerazione e la conservazione del materiale vegetale e ha gettato le basi per allinearsi alle procedure che regolano lo scambio di risorse genetiche in Europa e a livello internazionale. L’infrastruttura proposta migliorerà anche l’organizzazione e la condivisione dei dati applicando i principi FAIR, garantendo che le informazioni siano reperibili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili. Ciò consentirà ai ricercatori e ai coltivatori di individuare più facilmente il materiale pertinente e di confrontare con sicurezza le caratteristiche delle diverse collezioni. Come osserva Aprea: «La standardizzazione rappresenta un passo fondamentale per trasformare le diverse collezioni europee in un sistema coerente e affidabile». PRO-GRACE ha fornito una valutazione di fattibilità e una prova di concetto che illustra il funzionamento di tale infrastruttura. Sulla scia di questo slancio, il consorzio GRACE-RI, di recente costituzione, sta attualmente preparando una richiesta di tabella di marcia per il Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca. «Colmando il divario tra conservazione e applicazione, l’infrastruttura di ricerca preserverà la biodiversità agricola europea, posizionando al contempo le risorse genetiche vegetali come elemento fondamentale della risposta europea ai cambiamenti climatici, alla sicurezza alimentare e allo sviluppo sostenibile», conclude Aprea.