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POLYRISK - Understanding human exposure and health hazard of micro- and nanoplastic contaminants in our environment

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Valutazione del rischio da microplastiche

Un gruppo di ricercatori analizza in modo approfondito come le microplastiche e le nanoplastiche vengono assorbite e quale impatto possono avere sulla nostra salute e sul nostro benessere.

Sebbene sia generalmente accettato che le particelle di micro e nanoplastiche (MNP) siano onnipresenti nella nostra vita quotidiana, ciò che gli scienziati non sanno è quale impatto abbiano queste particelle sulla nostra salute. «Quante di queste particelle di plastica vengono effettivamente assorbite dal nostro corpo attraverso l’inalazione e l’ingestione, e le minuscole MNP all’interno del nostro corpo potrebbero avere un impatto negativo sulla nostra salute? Sono queste le domande che lasciano perplessi gli scienziati», afferma Raymond Pieters, ricercatore dell’Università di Utrecht. A rispondere a queste domande è il progetto POLYRISK(si apre in una nuova finestra), finanziato dall'UE. «Il progetto esplora queste domande esaminando l’esposizione umana alle MNP e i loro potenziali effetti tossici, con particolare attenzione ai potenziali effetti avversi delle MNP sul sistema immunitario», aggiunge Pieters, che ha svolto il ruolo di coordinatore del progetto.

Misurare le particelle di microplastiche e nanoplastiche

Riunendo un team interdisciplinare dei migliori laboratori e valutatori del rischio europei, il progetto ha utilizzato metodi avanzati per rilevare e quantificare chimicamente le particelle di plastica, comprendere i meccanismi chiave della tossicità delle MNP e identificare i biomarcatori di tossicità. «Uno dei risultati principali del progetto è stato capire come misurare al meglio le MNP, il che ha aperto le porte alla possibilità di testare le MNP in matrici complesse come i campioni di sangue e aria», spiega Pieters. Ad esempio, negli studi sugli scenari umani del progetto, le MNP legate alla gomma, come quelle provenienti dagli pneumatici, erano abbondanti in tutte le situazioni testate, tra cui il traffico, la produzione tessile e i campi da calcio gommati al coperto. Tuttavia, nel mondo reale, tali MNP sono solo una minima parte di tutto il particolato presente nell’aria. «Questo è importante perché se un’esposizione specifica è bassa, la potenziale tossicità non entrerà in gioco e, dato che abbiamo già norme sull’inquinamento atmosferico, queste potrebbero essere sufficienti per regolare la presenza di MNP nell’aria», osserva Pieters.

Come l’esposizione alle microplastiche influisce sulla salute umana

Ma il progetto non si è limitato a misurare l’esposizione alle MNP, ma ha anche analizzato l’effetto che queste possono avere sul sistema immunitario. Ad esempio, i dati derivati da metodi di sperimentazione senza animali indicano che le MNP invecchiate ed esposte agli agenti atmosferici tendono ad avere un impatto significativo sulle cellule del sistema immunitario coinvolte nell’induzione dell’infiammazione. Inoltre, gli effetti stimolanti delle MNP legate all’usura degli pneumatici sono stati riscontrati in uno studio su scenari legati al traffico, mostrando un aumento dei livelli di leucociti infiammatori dopo un’esposizione di breve durata. A questo proposito, Pieters osserva che è importante rendersi conto che l’infiammazione in corso può esacerbare gli effetti delle MNP. «L’insieme di questi dati dimostra che l’esposizione alle MNP può essere collegata a cambiamenti immunologici da bassi a moderati, sebbene questi cambiamenti siano temporanei», afferma l’esperto.

Un nuovo quadro di riferimento per la valutazione del rischio da microplastiche

Sulla base del suo lavoro, il progetto ha sviluppato un innovativo quadro di valutazione del rischio da MNP(si apre in una nuova finestra). Il quadro, che utilizza un design modulare per organizzare i dati esistenti sull’esposizione e sui pericoli e fornisce la flessibilità necessaria per adattarlo ai progressi della scienza, è stato accolto con favore dagli istituti per i rischi sanitari di Germania, Paesi Bassi e Norvegia, nonché dalla Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico(si apre in una nuova finestra) e dalla Autorità europea per la sicurezza alimentare(si apre in una nuova finestra). «Non solo siamo stati tra le prime iniziative a mostrare dati umani sull’esposizione alle MNP, ma il nostro quadro di valutazione del rischio potrebbe gettare le basi per studi futuri sull’impatto sulla salute dell’esposizione alle MNP», conclude Pieters.

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