La protezione delle colture inizia con l’identificazione dei potenziali serbatoi di virus
I virus non hanno solo un impatto sulla salute umana, ma minacciano anche il nostro approvvigionamento alimentare. Infatti, le piante coltivate sono particolarmente vulnerabili alle infezioni virali, soprattutto quelle trasmesse da insetti, nematodi o acari. Tradizionalmente, questo rischio viene gestito usando insetticidi. Tuttavia, le nuove normative, le preoccupazioni crescenti per la salute e lo spostamento generale verso l’agricoltura sostenibile fanno sì che questa opzione non sia più così facilmente disponibile. «Gli agricoltori di oggi hanno bisogno di una conoscenza approfondita di quali virus rappresentano un rischio per le loro colture e di dove vivono, e devono avere la capacità di individuarli rapidamente», afferma Marta Niedzicka, funzionaria di ricerca presso Teagasc(si apre in una nuova finestra), l’autorità irlandese per lo sviluppo agricolo e alimentare. A rispondere a questa esigenza è il progetto HealthyPlants(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE.
Identificare i serbatoi nascosti di virus
Il progetto, sostenuto dal programma di azioni Marie Skłodowska-Curie(si apre in una nuova finestra) e coordinato da Teagasc, ha completato la prima indagine a livello nazionale sui virus associati alle principali piante coltivate in Irlanda. Il gruppo di ricerca ha usato il sequenziamento ad alto rendimento di DNA/RNA per identificare i virus non solo nelle colture, ma anche nelle piante non coltivate che crescono accanto a un campo. «Queste piante non coltivate possono fungere da serbatoi nascosti del virus, essenzialmente ospitando una malattia che può poi diffondersi nelle colture attraverso insetti come gli afidi», spiega Niedzicka. «L’individuazione precoce di questi serbatoi e dei ceppi virali che contengono è un primo passo fondamentale per gestire i rischi per la salute delle piante.» Il sequenziamento ad alto rendimento è una tecnologia che consente il sequenziamento rapido e simultaneo di milioni, o addirittura miliardi, di molecole di DNA o RNA, fornendo al gruppo di ricerca una visione completa, a basso costo e rapida dei dati genetici.
Un rischio per la coltivazione della soia e delle leguminose
Il gruppo di ricerca ha scoperto che il virus della soia nana (SbDV) è molto presente in Irlanda. Questo virus, trasmesso da due specie di afidi diffusi nel paese, può causare gravi perdite di resa della soia. Il gruppo di ricerca ha rintracciato la SbDV nel trifoglio bianco e rosso, due piante comunemente presenti nelle praterie irlandesi. «Questo indica che esiste già un ospite serbatoio abbondante all’interno dei sistemi agricoli esistenti, che potrebbe diventare un rischio significativo se si introducessero varietà di soia adattate ad ambienti più freddi», osserva Niedzicka. Il progetto ha inoltre identificato otto virus in campioni sintomatici di piselli e fave, tre dei quali sono stati segnalati come potenziali minacce per le leguminose. «Tutti i nostri risultati possono aiutare gli operatori agricoli a determinare le priorità per la sorveglianza mirata, lo screening della resistenza varietale e il monitoraggio dei vettori», aggiunge Niedzicka.
Un nuovo riferimento per la sorveglianza molecolare
Avendo stabilito una nuova base di riferimento per la sorveglianza molecolare, il progetto HealthyPlants ha permesso di effettuare uno screening rapido di piante e insetti per verificare la presenza di virus dannosi. «Rivelando i serbatoi nascosti di virus nel trifoglio e identificando le minacce emergenti nelle leguminose, il nostro lavoro migliora la capacità di allerta precoce e sostiene una produzione vegetale più resiliente e sostenibile, mentre l’agricoltura si adatta ai cambiamenti climatici e alla diversificazione», conclude. Il gruppo di ricerca attualmente sta cercando di applicare i risultati del progetto per determinare la prevalenza e la distribuzione di alcuni virus nelle colture commerciali di legumi, come lenticchie, fagioli e piselli. Inoltre, spera di identificare gli insetti responsabili della loro diffusione. Il progetto ha reso pubblici molti dei suoi risultati(si apre in una nuova finestra).