Virus e vettori: una ricerca per aiutare gli agricoltori irlandesi a proteggere le proprie colture
I coltivatori irlandesi di cereali e patate conoscono bene gli afidi, minuscoli parassiti che non solo indeboliscono le colture nutrendosi della loro linfa, ma sono anche portatori di vari agenti infettivi, come il virus del nanismo giallo dell’orzo e dei cereali (B/CYDV) e il virus Y della patata (PVY), tutti in grado di devastare i raccolti. In effetti, gravi epidemie di BYDV hanno provocato perdite di resa fino all’80%. In passato, gli agricoltori hanno mitigato questo rischio utilizzando trattamenti delle sementi, insetticidi e pesticidi neonicotinoidi; ciononostante, alla luce dei divieti o delle limitazioni dell’UE per quanto concerne l’uso di trattamenti e pesticidi e data la sempre maggiore resistenza degli agli insetticidi, queste opzioni non sono più possibili. «Gli agricoltori hanno bisogno di approcci più intelligenti, basati su una conoscenza accurata della presenza di virus e vettori», afferma Munir Mostafiz(si apre in una nuova finestra), borsista post-dottorato del programma di azioni Marie Skłodowska-Curie(si apre in una nuova finestra) presso Teagasc(si apre in una nuova finestra), l’Autorità irlandese per lo sviluppo agricolo e alimentare. Ed è qui che entra in gioco il progetto MONET, finanziato dall’UE. Coordinato dal Teagasc, il progetto si è proposto di sviluppare strumenti migliori per l’identificazione dei virus e di individuare le specie di afidi responsabili del loro trasporto nelle principali regioni irlandesi coltivabili. Inoltre, i ricercatori hanno esaminato le modalità con cui questi virus interagiscono e influenzano il comportamento dei loro afidi vettori. «L’obiettivo era quello di generare conoscenze pratiche al fine di aiutare gli agricoltori ad abbandonare l’irrorazione precauzionale per passare a un processo decisionale basato sull’evidenza», aggiunge Mostafiz.
Importanti scoperte sui vettori afidici e sui ceppi virali
Dopo aver condotto un’indagine completa sui vettori afidici e sui ceppi virali in Irlanda, nonché esperimenti di laboratorio, il progetto è giunto ad alcune importanti conclusioni. Una di queste è che l’afide della rosa canina è un vettore efficiente del BYDV-MAV[DB1.1] il ceppo virale dominante del BYDV in Irlanda, che si manifesta con regolarità nelle colture di orzo primaverile. «Prima della nostra ricerca, questa specie era largamente trascurata e la nostra scoperta esercita implicazioni dirette sul modo in cui i programmi di monitoraggio dovrebbero essere elaborati», spiega Mostafiz. I ricercatori hanno inoltre dimostrato che gli afidi resistenti agli insetticidi non sono più efficienti nella trasmissione del virus rispetto a quelli sensibili, sebbene paghino un prezzo biologico significativo a causa di una crescita più lenta e una riproduzione ridotta. «Se da un lato questo dato è rassicurante per gli agricoltori, dall’altro mette in evidenza il motivo per cui la gestione integrata dei parassiti rimane essenziale», osserva Mostafiz. Per contribuire a questa gestione, il progetto ha sviluppato e pubblicato tre nuovi protocolli diagnostici molecolari per i virus B/CYDV e PVY. Tutti gli strumenti diagnostici e i set di dati del progetto sono disponibili tramite protocols.io(si apre in una nuova finestra) e l’Open Data Platform(si apre in una nuova finestra). I ricercatori hanno inoltre prodotto quattro articoli sottoposti a revisione paritaria che sono stati pubblicati su riviste come «Pest Management Science»(si apre in una nuova finestra), «Journal of Sustainable Agriculture and Environment»(si apre in una nuova finestra) e «Plant Pathology»(si apre in una nuova finestra).
Una gestione sostenibile delle malattie virali che colpiscono i cereali e le patate
MONET lascia in eredità una serie di strumenti diagnostici disponibili apertamente, un set di dati pubblicati, risultati sottoposti a revisione paritaria sulle interazioni tra virus e vettori e un quadro di modellizzazione volto a stimare la diffusione delle patologie su scala di campo. «Congiuntamente, questi risultati forniscono a ricercatori, consulenti e responsabili politici strumenti migliori per gestire in modo sostenibile le malattie virali che interessano cereali e patate per gli anni a venire», conclude Mostafiz. Grazie anche al suo coinvolgimento nel progetto MONET, Mostafiz si è assicurato una borsa di studio post-dottorato in entomologia e virologia presso Teagasc. La sua ricerca amplierà i risultati della dinamica virus-vettore ottenuti nel corso di MONET al fine di comprendere il modo in cui i cambiamenti climatici daranno una nuova forma all’epidemiologia del BYDV in Irlanda.