Una piattaforma all’avanguardia per una gestione più intelligente delle sostanze nutritive
I nutrienti sono fondamentali per l’agricoltura: gestirli in modo efficace, tuttavia, resta una delle sfide più ardue del settore agricolo. Se se ne usa troppo poco, la resa ne risente; se ne viene utilizzata invece una quantità eccessiva, gli effetti si propagano a catena nei corsi d’acqua, nel suolo e nell’atmosfera. Per contribuire a ridurre l’inquinamento e le perdite di nutrienti senza compromettere la produttività, il progetto NutriBudget(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, ha sviluppato una piattaforma integrata per la gestione delle sostanze nutritive destinata ad agricoltori, consulenti e responsabili politici. «NutriPlatform è uno strumento unico nel suo genere perché aiuta i diversi soggetti interessati a prendere decisioni informate per migliorare la gestione dei nutrienti, dal livello delle aziende agricole e quello regionale fino al comunitario», spiega Ivona Sigurnjak, coordinatrice scientifica del progetto.
Una piattaforma digitale per la gestione sostenibile dei nutrienti
Funzionando come una dashboard, NutriPlatform presenta agli utenti una serie di indicatori chiave di prestazione (KPI, key performance indicator), denominati NutriKPI, che valutano le prestazioni dell’azienda agricola in termini di sequestro del carbonio e bilanci dei nutrienti, ovvero l’equilibrio tra apporti e consumi di nutrienti. Questi indicatori mettono in mostra la misura in cui i risultati attuali si allineano con i cinque obiettivi fissati dal piano d’azione per l’inquinamento zero(si apre in una nuova finestra) dell’UE e dalla strategia «dai campi alla tavola»: produzione vegetale, salute del suolo, qualità dell’acqua, clima e biodiversità. Sulla base di questa valutazione, la piattaforma attinge a un catalogo di misure di mitigazione per fornire raccomandazioni specifiche a livello di sito che comprende attualmente 25 misure agronomiche e dovrebbe arrivare ad almeno 50, a sostegno del sequestro del carbonio, del recupero dei nutrienti e di un uso più efficiente dei fertilizzanti, compresi quelli di origine biologica. Ciò che contraddistingue NutriPlatform sono i modelli su cui si basa, sviluppati nell’ambito di una precedente ricerca finanziata dall’UE. Mentre la maggior parte degli strumenti esistenti si concentra su uno o due nutrienti, come l’azoto e il carbonio, i «NutriModels» monitorano contemporaneamente 10 elementi legati alla sostenibilità agricola, tra cui il fosforo, il potassio, lo zolfo e micronutrienti quali il rame e lo zinco. Basati su un approccio olistico e orientato ai dati, i modelli analizzano le interazioni che si sviluppano all’interno del sistema agricolo. «Il flusso di carbonio e sostanze nutritive è dinamicamente interconnesso tra suolo, acqua, aria, piante e animali», dichiara Sigurnjak. La piattaforma consente inoltre alle autorità regionali e ai responsabili politici di individuare percorsi indirizzati a una gestione più sostenibile dei nutrienti e a strategie di economia circolare. Gli utenti possono simulare l’impatto generato da specifiche pratiche agronomiche e valutare le modalità attraverso cui diverse misure influiscano sugli obiettivi ambientali e sulle prestazioni nutrizionali.
Dalle prove sul campo alle politiche sui fertilizzanti a base biologica
Le prove pilota realizzate in cinque regioni europee hanno confermato che le sfide legate alla gestione dei nutrienti variano notevolmente a seconda del clima, del tipo di suolo e dei sistemi agricoli interessati: mentre nelle aree caratterizzate da una produzione intensiva e da un eccesso di nutrienti la priorità è ridurre le perdite ambientali e migliorare l’efficienza nell’utilizzo dell’azoto, nelle regioni in cui le sostanze nutritive sono limitate la sfida non consiste semplicemente nell’aumentare gli apporti, ma nel garantire che questi si traducano in un miglioramento delle rese agricole. Come sottolinea Sigurnjak, «la gestione dei nutrienti non può seguire un approccio univoco per tutta l’UE». Tra le misure di mitigazione, NutriBudget promuove l’adozione di fertilizzanti a base biologica che permettono di recuperare e riciclare i nutrienti dai flussi di rifiuti organici. Attraverso una serie di workshop di co-creazione, il progetto ha presentato i risultati delle prove sul campo condotte con questi fertilizzanti, contribuendo in tal modo al dibattito politico e, inoltre, alla loro più ampia diffusione nell’UE, compreso l’impiego dell’azoto recuperato dai materiali di letame (RENURE)(si apre in una nuova finestra) (recovered nitrogen from manure, ovvero azoto recuperato dal letame). Per favorire l’adozione su larga scala, NutriPlatform è stata progettata al fine di integrarsi con i sistemi di consulenza e gestione agricola già esistenti, mentre il suo codice sorgente sarà reso pubblico prossimamente. Parallelamente a questi sforzi, il progetto ha sviluppato risultati finali fondamentali a livello tecnico, tra cui algoritmi per la valutazione delle misure di mitigazione e per il rilevamento delle colture di copertura dallo spazio. Secondo quanto previsto dal consorzio, le attività di sensibilizzazione e le partnership consentiranno alla piattaforma di raggiungere almeno 40 000 agricoltori in tutta Europa.