Come ottimizzare la sostenibilità e la creatività nei media digitali
I produttori cinematografici, le emittenti televisive, i servizi di streaming e altri settori dell’intrattenimento fanno affidamento su tecnologie consolidate e in continua evoluzione per soddisfare la domanda in rapida crescita di contenuti digitali. Per soddisfare tale domanda, il settore dei media deve far fronte a un fabbisogno crescente di energia, risorse umane ed elaborazione dei dati. Il progetto EMERALD(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, ha risposto alle esigenze dei settori dell’intrattenimento e dei media ponendo al centro la sostenibilità e il sostegno alla creatività umana.
Sostegno ai creatori di contenuti
Attraverso un consorzio composto da due università e cinque aziende leader operanti nell’ecosistema dei media digitali, EMERALD ha raccolto le esigenze delle aziende in materia di collaborazione nel campo dell’intelligenza artificiale. Senza eccezioni, i partner di queste aziende desiderano vedere cambiamenti che consentano ai creatori di contenuti di dedicare una parte maggiore del proprio tempo e delle proprie energie alle scelte artistiche. La coordinatrice del progetto, Coloma Ballester, racconta: «Durante tutto il progetto, le emittenti, le società di post-produzione e i fornitori di tecnologia ci hanno ripetutamente detto che non intendevano utilizzare l’intelligenza artificiale per sostituire i professionisti creativi. Desideravano che l’intelligenza artificiale eliminasse le operazioni tecniche ripetitive, accelerasse la produzione e semplificasse i flussi di lavoro sempre più complessi». Il settore dei media digitali è ampio e ben consolidato. I partner del progetto erano consapevoli che i cambiamenti dirompenti, che comportavano curve di apprendimento ripide, non sarebbero stati adottati con facilità. Si sono invece concentrati su strumenti efficienti e facilmente integrabili nei flussi di lavoro esistenti. La struttura eterogenea del consorzio e la sua efficace collaborazione hanno reso questo compito agevole, poiché molti di questi strumenti sono già in uso in ambito industriale, offrendo il modo più naturale per far evolvere le competenze tecniche dei creatori di contenuti.
Dare priorità alla sostenibilità
Non è possibile ottimizzare ciò che non si può misurare: questa affermazione ha guidato l’approccio del progetto alla comprensione del consumo energetico. Come afferma Ballester, «uno dei risultati più significativi di EMERALD è stato quello di considerare la sostenibilità come un obiettivo di progettazione piuttosto che come un elemento secondario. Anziché concentrarsi esclusivamente sullo sviluppo di algoritmi più efficienti, il progetto ha affrontato il tema della sostenibilità a diversi livelli». EMERALD ha inoltre ridotto il fabbisogno di dati necessario per una produzione virtuale di alta qualità. I test hanno dimostrato che i codec moderni, compreso l’AV1 esente da diritti d’autore, sono in grado di garantire una qualità percettivamente simile a quella dei formati quasi senza perdita di dati, riducendo al contempo i bitrate da due a cinque volte per i contenuti complessi e fino a 230 volte per quelli più semplici. Ciò può ridurre in modo sostanziale la larghezza di banda e lo spazio di archiviazione richiesti dai flussi di lavoro di produzione virtuale. La misurazione diretta del consumo energetico non è stato l’unico modo in cui EMERALD ha affrontato il tema della sostenibilità. Il progetto ha riprogettato i flussi di lavoro basati sull’intelligenza artificiale per renderli intrinsecamente più efficienti dal punto di vista energetico. Il suo approccio alla riduzione del rumore, ovvero il processo computazionale volto a eliminare il rumore visivo dalle immagini digitali, ne costituisce un ottimo esempio. Il sistema di riduzione del rumore basato sull’intelligenza artificiale FPGA(si apre in una nuova finestra) del progetto, denominato ReTiDe(si apre in una nuova finestra), ha dimostrato un’efficienza energetica 12 volte superiore rispetto a soluzioni analoghe. Un’altra innovazione che ha consentito un notevole risparmio energetico è stata la trasmissione in streaming adattiva in base all’attività. La post-produzione richiede la trasmissione di video di alta qualità tramite servizi basati sul cloud. Concentrandosi esclusivamente sul lavoro in corso, come ad esempio la correzione cromatica, i montatori possono regolare la larghezza di banda in modo da ottimizzarla per un’attività specifica ed evitare di trasmettere video alla massima qualità quando non è necessario. Questa innovazione ha consentito di ridurre i requisiti di larghezza di banda di un fattore 40, garantendo allo stesso tempo il corretto funzionamento del flusso di lavoro previsto. Dare priorità alla sostenibilità favorisce la creatività umana e soddisfa le esigenze di un settore in crescita. Ballester afferma: «Con l’aumentare della domanda di contenuti video e di realtà estesa, il settore si trova ad affrontare pressioni sempre maggiori in termini di tempo, risorse ed energia. Il progetto EMERALD ha affrontato questa sfida automatizzando il processo di produzione multimediale, rendendolo più veloce, più efficiente dal punto di vista energetico e meno dispendioso in termini di risorse».