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Acidification of mountain lakes: paleolimnology and ecology, remote mountain lakes as indicators of air pollution and climate change

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I laghi: importanti rilevatori ambientali

Alcuni ricercatori europei hanno scoperto che, monitorando i laghi remoti di montagna, è possibile osservare i cambiamenti ambientali verificatisi in passato e prevederne le conseguenze per il futuro. La particolare sensibilità all'inquinamento e ai cambiamenti climatici, fa sì che i laghi fungano da precisi rilevatori e strumenti di previsione ambientale.

Cambiamento climatico e Ambiente

I ricercatori del progetto AL:PE (Acidification of mountain Lakes: Palaeolimnology and Ecology – Acidificazione dei laghi di montagna: paleolimnologia ed ecologia), attivi a Londra ed Oslo, utilizzano tecniche paleologiche, chimiche e biologiche per osservare e valutare la reazione dei laghi di montagna europei all'inquinamento atmosferico e al cambiamento del clima. Fra gli indicatori biologici presi in considerazione nell'ambito del progetto figurano in particolare le diatomee, gli invertebrati, lo zooplancton e i pesci. Inoltre, poiché i laghi di montagna racchiudono sedimenti di elevata qualità, è possibile analizzare i campioni di tali materiali per comprendere l'incidenza futura, la velocità e gli effetti biologici delle variazioni ambientali verificatesi in quella particolare regione. Questa metodologia dalle molteplici sfaccettature, che consiste nell'impiego di dati ricavati dalle analisi biologiche, chimiche e dei sedimenti, permette ai ricercatori di comprendere appieno le cause, l'evoluzione storica e l'attuale livello di inquinamento ambientale. È importante sottolineare come tali informazioni sulla storia dei laghi, se considerate nel loro complesso, rappresentino un utile punto di riferimento per effettuare previsioni sulle condizioni e i problemi ecologici futuri. Altrettanto rilevante è il fatto che nell'ambito del progetto ALPE vengano monitorati laghi situati in regioni europee molto diverse fra loro, come Norvegia, Scozia, Irlanda, Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Austria, Slovenia, Slovacchia, Polonia e perfino Russia. Pertanto, le conclusioni derivanti dall'utilizzo della metodologia di ricerca ALPE permettono di delineare un quadro davvero esaustivo della situazione ambientale presente all'interno e all'esterno dei confini europei. L'utilizzo di sistemi di controllo della qualità, al fine di standardizzare i metodi impiegati da tutti i laboratori e garantire così che i dati siano raffrontabili ed altamente analitici, costituisce una delle priorità di ALPE. Fino ad oggi il progetto ha permesso di giungere ad interessanti risultanti. Si è osservato, per esempio, un aumento dei livelli di nitrato verso il centro dell'Europa, fattore che contribuisce in misura sempre maggiore all'acidificazione dei laghi, nonché una coincidenza fra la risposta dei laghi contaminati da particelle carboniose, composti organici persistenti e metalli in tracce e quella dei laghi nei quali sono presenti depositi di acido. I ricercatori sono giunti alla conclusione che, recentemente, perfino i laghi più remoti sono stati contaminati. Nell'ambito del progetto ALPE si è azzardata addirittura una previsione sul futuro pH dell'acqua lacustre, sulla base della storia del lago stesso, nonché di un'analisi dell'interazione fra condizioni ambientali e popolazioni ittiche. In alcuni pesci sono stati riscontrati elevati livelli di mercurio, fenomeno che, sostengono i ricercatori ALPE, in futuro rappresenterà un ulteriore ambito di ricerca. Ma soprattutto, questo progetto ha gettato le basi per il futuro controllo ambientale, illustrando come i dati biologici e chimici relativi ai laghi possano essere utilizzati al fine di elaborare il piano d'azione più adatto per un corretto monitoraggio e un'adeguata gestione dell'ambiente.

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