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Baselines for accession states in europe (BASE)

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Iniziative d'economia cooperativa e linee guida per l'UE allargata

Precedentemente al 1° maggio 2004, data in cui i nuovi dieci Stati membri sono entrati a far parte dell'Unione europea, i progressi fatti nel campo dell'attuazione congiunta (Joint Implementation, JI) erano stati rallentati dall'assenza di consenso tra i membri. Questo aveva reso necessaria l'applicazione delle BASE (Baselines for Accession States in Europe), affinché i costi degli investimenti per l'energia pulita non sfuggissero ad ogni controllo.

Energia

Concepite come risultato di un precedente progetto similare, le BASE hanno creato la coscienza della mancanza d'intesa e di accordi per gli investimenti JI proposti per questi dieci paesi. Le BASE dovevano rimuovere le barriere di mercato nell'industria della produzione d'elettricità, cosa che includeva anche l'aiuto per tenere fede agli impegni definiti dal protocollo di Kyoto. Le BASE avevano riunito le figure chiave di tutti e dieci i paesi e definito un certo numero di punti focali su cui poteva essere raggiunto un accordo. Tra questi era incluso lo sviluppo di programmi di base per semplici progetti destinati al solo riscaldamento per i più complessi sistemi d'alimentazione a griglia per calore ed elettricità combinati. I dieci paesi erano anche stati incoraggiati a praticare il benchmarking paragonando i loro approcci e i risultati ottenuti. Con componenti di progetto comuni, le BASE hanno sviluppato definizioni di confine che sono già state adottate dal governo austriaco. È stato agevolato anche lo sviluppo di criteri nazionali per l'applicazione del progetto JI, e questa è chiara sia agli investitori che agli enti di governo. Inoltre sono stati consolidati tutti i database esistenti in ciascun paese, rendendo possibile a tutti l'accesso all'informazione comune. Con il quadro cooperativo stabilito dalle BASE, la futura prosperità dell'industria elettrica dei dieci nuovi paesi dell'UE ha contribuito a stabilire gli standard per altre politiche industriali e investimenti dei governi. La realizzazione di siffatta condivisione della conoscenza può solo risolversi in un vantaggio per tutti i 25 paesi dell'Unione, e stabilire linee guida collaudate per i paesi candidati del futuro.

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