Nanotecnologia su base molecolare
I nascenti dispositivi elettronici a nanotecnologia hanno significativamente influenzato la vita personale, sociale e di lavoro. Uno dei principali obiettivi è produrre dispositivi che offrano un livello d'interconnettibilità dei componenti almeno pari a quello della microelettronica. Per soddisfare quest'esigenza, il progetto MINT ha studiato la formazione delle strutture RNA (acido ribonucleico) intercollegate e la moltiplicazione necessaria per posizionare i materiali elettronici dei dispositivi. Più in dettaglio, MINT ha cercato nuove strutture oligo-RNA per formare multimeri rivestiti (tecto-RNA) e definire così dispositivi strutturati a nanoscala. Sono stati inoltre sviluppati nuovi metodi per ancorare grandi strutture tecto-RNA ai sostrati, per trasferire disegni RNA a nanoscala ai modelli, e per interconnettere materiali elettronici e/o metalli. Usando le opportune tecniche d'intercalazione o chelatura delle nanoparticelle, sono stati attivati in modo funzionale multimeri RNA. Uno dei principali risultati del progetto è stato un nuovo metodo per attaccare nanoparticelle auree di 15 o 30nm alle molecole RNA autoassemblanti. Il metodo, molto affidabile, si basa su una procedura che attacca brevi ODN (oligodeossinucleotidi) in complemento a regioni a singola elica dei motivi di RNA. La procedura permette di attaccare fino a 75 molecole RNA a una particella aurea di 15nm, e il numero di molecole RNA per particella può essere ridotto in modo controllato. Per fini dimostrativi, si è proceduto ad associare piccole e grandi particelle; ogni particella trasportava un partner specifico di interazione recettore RNA-tetraloop dipendente da Mg2+. Le interazioni sono state sfruttate per posizionare le particelle auree tra due elettrodi modificati. Il metodo ha mostrato grandi possibilità di generare cavi a nanoscala in modo controllato e prevedibile.