Valutazione della contaminazione dell'ambiente acquatico da parte degli estrogeni
Sebbene sia generalmente riconosciuto che i contaminanti che alterano la funzionalità endocrina possono provocare numerosi effetti nocivi sulla salute, valutarne i rischi associati è un'operazione notevolmente più complessa delle prassi attuali, sia per la metodologia che per i calcoli. Le procedure esistenti di valutazione del rischio ambientale hanno capacità limitate di valutazione degli effetti combinati di miscele di sostanze chimiche. Per studiare le implicazioni di queste deficienze, gli scienziati dell'università di Brunel hanno analizzato gli effetti combinati di miscele formate da vari estrogeni negli organismi acquatici. Lo studio si è concentrato sulla determinazione delle concentrazioni di sostanze chimiche necessarie per indurre la produzione di vitellogenesi nei giovani sciarrani e nei ciprinidi maschi. Le sostanze chimiche sono state combinate in concentrazioni equipotenti e gli effetti della miscela sono stati comparati con quelli previsti dal modello Concentration Addition (CA) usando metodi biomatematici. Gli effetti osservati e quelli previsti delle miscele chimiche, provenienti da studi di specie sia marine che d'acqua dolce, hanno indicato che gli estrogeni di sintesi hanno la capacità di addizionare i loro effetti in concentrazioni ambientali importanti. Queste scoperte hanno anche evidenziato la possibilità di prevederne con precisione gli effetti combinati ricavandoli dai dati sulla potenza dei singoli componenti e la composizione della miscela. Pertanto le procedure di valutazione del rischio, che attualmente sono basate su studi d'esposizione ad una singola sostanza, potrebbero sottostimare i rischi rappresentati dalle miscele di sostanze chimiche con azioni affini, e dunque indurre a conclusioni erronee. Queste conoscenze fanno sì che, in futuro, si possano stabilire standard ambientali, con la ragionevole certezza che offrano una adeguata protezione.