Biostimolazione di sistemi artificiali
Il progetto NEUROBIT si è concentrato sul collegamento bidirezionale tra un cervello in vitro e un corpo artificiale, ed ha sviluppato gli strumenti e la tecnologia idonei a tale scopo. In questo modo le proprietà plastiche uniche del cervello possono essere sfruttate per controllare il comportamento sensomotorio di un corpo artificiale, come quello di un robot mobile. Questo può condurre a nuovi modi di utilizzare unità neuroingegnerizzate per l'elaborazione dell'informazione e a studiare come i sistemi bioartificiali codificano l'informazione. Una parte del lavoro del progetto ha implicato lo studio della risposta della rete ai protocolli di stimolazione modulata. Questi protocolli sono stati preparati sulla base di due esempi di stimolazione, ossia la stimolazione tetanica e quella STDP (Spike Timing Dependent Plasticity). Lo scopo era indurre modificazioni dipendenti dall'attività e a percorso specifico nelle reti corticali coltivate su dispositivi MEA (Multi-Electrode Array). Lo sfruttamento delle funzioni dei MEA e l'uso di pattern di stimolazione specifica combinati hanno consentito la modulazione della risposta sollecitata di una rete corticale. Sono stati applicati vari pattern di stimolazione (coattivazione tetanica, assenza di sito di coattivazione), e sono stati osservati i diversi pattern di risposta. I principali aspetti innovativi dello studio stanno negli effetti sulla risposta dell'entità, il processo di messa in fase e il fenomeno di reclutamento. L'analisi dei collegamenti funzionali della rete e delle modifiche nei percorsi attivati da ciascun sito di stimolazione hanno mostrato che le connessioni aumentano e che i risultati della loro forza migliorano dopo la stimolazione tetanica. Per maggiori informazioni, cliccare: http://www.bio.dibe.unige.it/neurobit.htm(si apre in una nuova finestra)