Analisi dello sfasamento temporale nei flussi aria-mare di CO2
Oceani e foreste sono i principali pozzi di carbonio della Terra. I meccanismi con cui gli oceani assorbono e ridistribuiscono il carbonio non sono però molto chiari. Il progetto NOCES, coordinato dall'LSCE (Laboratoire des Sciences du Climat et de l'Environnement) del CEA (Commissariat à l'Énergie Atomique) francese ha cercato di migliorare le nostre conoscenze degli scambi di biossido di carbonio. Nel corso del progetto, l'LSCE ha usato tecniche avanzate di elaborazione dei segnali per rilevare gli sfasamenti nel flusso del biossido di carbonio (CO2) dall'atmosfera ai mari. Per simulare i flussi di CO2 tra l'atmosfera e gli oceani, è stata applicata la MSSA (Multi-channel Singular Spectrum Analysis), il cui punto forte è la capacità di risolvere nel tempo e nello spazio i segnali di serie complesse di dati. L'LSCE ha isolato forti sfasamenti temporali su periodi di uno e tre anni. L'interpretazione dei risultati ottenuti è stata facilitata dal confronto con studi anteriori sulla dinamica marina. Il picco di 1 anno corrisponde visibilmente al tempo che serve al CO2 nei diversi strati superficiali oceanici per raggiungere l'equilibrio con l'atmosfera. Il picco di 3 anni si deve invece ai ritardi nell'avvezione laterale del carbonio nelle differenti regioni oceaniche. L'LSCE ha anche constatato che scambi, anomali dei nutrienti, e altri eventi fisici, chimici o biologici, possono svolgere un ruolo importante. L'LSCE e i suoi partner nel progetto NOCES prevedono ulteriori studi per continuare a migliorare le nostre conoscenze di questi meccanismi e del modo in cui le variazioni annuali incidono sulla capacità degli oceani di assorbire carbonio, e quindi di regolare il sistema climatico mondiale.