Dalla ricerca sul prione emergono approcci diagnostici innovativi
Dalla prima descrizione dei prioni, gli scienziati hanno identificato vari ceppi di queste proteine altamente infettive, confermando la complessità dell'identificazione delle loro caratteristiche e delle loro modalità di azione. Se diffusi attraverso la catena alimentare, i ceppi promiscui, che spesso non vengono rilevati o sono identificati in modo errato, costituiscono una minaccia per la salute pubblica e i casi sparsi di scrapie, una malattia neurodegenerativa diffusa tra gli ovini in Europa, illustrano bene questo pericolo. La mancanza di metodi diagnostici appropriati per una tempestiva rilevazione dei prioni comporta perciò un rischio significativo per la salute. Per affrontare questo problema, il progetto Strainbarrier ("Understanding prion strains and species barriers and devising novel diagnostic approaches"), finanziato dall'UE, ha proposto di studiare gli aspetti fondamentali dei ceppi dei prioni e il loro rapporto con la barriera di specie. L'obiettivo era utilizzare queste conoscenze per lo sviluppo di metodologie diagnostiche per la rilevazione dei prioni e la previsione del loro comportamento epidemiologico. Avvalendosi di vari modelli animali, gli scienziati del progetto hanno studiato sistematicamente la modalità di trasmissione dei ceppi di BSE (encefalopatia spongiforme bovina) e di scrapie, le barriere di specie di queste malattie e la possibilità di trasmissione agli esseri umani. Lo studio ha delineato in modo preciso il comportamento dei ceppi nel passaggio da una specie all'altra, il tempo di incubazione, la stabilità e le proprietà biochimiche. Il progetto ha inoltre approfondito la struttura e la biologia e la patogenesi cellulare della proteina infettiva, raccogliendo dati preziosi sui compartimenti di sintesi del prione, sul trasporto tunnelling attraverso le cellule e sui percorsi di segnalazione che svolgono un ruolo nell'infezione. La migliore rilevazione dei prioni nelle sezioni cerebrali e i vari reagenti dipendenti dai ceppi, come anticorpi e peptidi leganti, offrono inoltre possibilità di utilizzo nelle metodologie di diagnostica. Gli studi condotti sulla barriera dei ceppi hanno fornito una grande quantità di dati che epidemiologi e autorità sanitarie potranno utilizzare per prevedere la possibile trasmissione della malattia da una specie all'altra, perciò l'implementazione di queste informazioni nelle misure di gestione delle patologie potrà esercitare un impatto positivo sulla sicurezza alimentare e sulla salute pubblica.