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Physiological impact of IF1 inhibitor on Reverse Cholesterol Transport (RCT) and atherosclerosis

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I fattori che influiscono sull'aterosclerosi

La coronaropatia deriva dall'aterosclerosi, cioè dal restringimento delle arterie provocato dall'accumulo di depositi di grasso, e provoca milioni di morti in tutto il mondo. I ricercatori finanziati dall'UE hanno studiato i percorsi che contribuiscono alla regolazione del colesterolo.

Salute

Le ricerche condotte in precedenza indicano che le lipoproteine ad alta densità (High-density lipoprotein, HDL) presenti nel plasma svolgono un importante ruolo positivo nel trasporto inverso del colesterolo (Reverse cholesterol transport, RCT). L'RCT aiuta a regolare i livelli di colesterolo e ne elimina l'eccesso attraverso il fegato, prevenendo o mitigando la gravità dell'aterosclerosi. L'assorbimento HDL avviene nel fegato mediante due recettori: il recettore SR-BI (Scavenger receptor BI) e la sintasi ATP mitocondriale (ecto-F1-ATPasi). L'ecto-F1-ATPasi si lega all'apolipoproteina A-I dell'HDL causando l'idrolisi dell'ATP e l'attivazione del recettore P2Y13, con processi che svolgono un ruolo critico per l'assorbimento dell'HDL nel fegato e la regolazione del colesterolo. Il progetto CARDIF ("Physiological impact of IF1 inhibitor on reverse cholesterol transport "RCT" and atherosclerosis") ha sviluppato nuovi modelli animali e ha utilizzato strumenti sperimentali per approfondire il ruolo dell'F1-ATPasi/P2Y13 nell'RCT. I risultati indicano che nei ratti carenti di P2Y13 l'RCT è ostacolato. Per contro, l'attivazione continua del P2Y13 per tre giorni ha ridotto i livelli di colesterolo HDL nel plasma dei ratti selvatici. Da questi dati emerge che la maggiore attivazione del P2Y13 aumenta il rischio di aterosclerosi, riducendo i livelli plasmatici di HDL. Le analisi dei ratti carenti di P2Y13 sottoposti a una dieta ad alto contenuto di colesterolo per 16 settimane hanno dato esiti inaspettati, rivelando che il P2Y13 ha un effetto protettivo rispetto allo sviluppo di aterosclerosi. Il fattore inibitore ATPasi 1 (IF1) è una proteina mitocondriale. Gli studi condotti sui modelli di ratto hanno rivelato che l'IF1 inibisce l'attività dell'ecto-F1-ATPasi per modulare l'RCT e ha una correlazione positiva con i livelli di HDL. Buoni livelli di IF1 e di HDL suggeriscono un rischio minore di coronaropatie. Di conseguenza, l'IF1 può essere considerato un biomarcatore per la valutazione del rischio di queste patologie. I dati raccolti dal team dimostrano con chiarezza il ruolo critico svolto dal percorso dall'ecto-F1-ATPasi/P2Y13 nella regolazione dei livelli di colesterolo tramite l'RCT. Fino ad oggi, le strategie farmaceutiche si sono concentrate sulla riduzione dei livelli di colesterolo LDL, con efficacia limitata per quanto riguarda la gestione delle coronaropatie. Le future attività di ricerca potranno concentrarsi sull'utilizzo del P2Y13 come obiettivo terapeutico per la regolazione del metabolismo HDL e l'arresto dello sviluppo dell'aterosclerosi.

Parole chiave

Aterosclerosi, coronaropatie, colesterolo, lipoproteine ad alta densità, trasporto inverso del colesterolo, ecto-F1-ATPasi, P2Y13, ATPasi fattore inibitore 1

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