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Contenuto archiviato il 2022-12-21

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Secondo la Presidenza svedese, la sola ricerca non basta per garantire la sostenibilità

La ricerca non può garantire la sostenibilità nel settore dell'energia se non è accompagnata dalle riforme di mercato. È quanto afferma Lars Rekke, presidente del Consiglio "Industria ed Energia" e sottosegretario di Stato presso il ministero svedese dell'Industria, dell'Occup...

La ricerca non può garantire la sostenibilità nel settore dell'energia se non è accompagnata dalle riforme di mercato. È quanto afferma Lars Rekke, presidente del Consiglio "Industria ed Energia" e sottosegretario di Stato presso il ministero svedese dell'Industria, dell'Occupazione e delle Comunicazioni. In un'intervista esclusiva con il Notiziario CORDIS, rilasciata al termine del Consiglio, Rekke ha affermato che è essenziale dare maggiore enfasi alla ricerca nel settore dell'energia per migliorare la sostenibilità. Secondo Rekke, l'individuazione di sistemi di produzione e trasmissione dell'energia più efficienti, prevalentemente di competenza dei singoli Stati membri, rappresenta uno dei più importanti ambiti di ricerca. Gli argomenti discussi al Consiglio "Industria ed Energia" avranno comunque un impatto sulla ricerca finanziata dall'UE, ha proseguito Rekke. "Le nostre discussioni si ripercuoteranno sul sesto programma quadro [6PQ], all'interno del quale l'energia costituirà un settore di grande interesse". La questione della sostenibilità e dell'ambiente ha assunto particolare importanza durante la Presidenza svedese dell'Unione europea, visto che la Svezia è stata da sempre all'avanguardia nell'impegno a raggiungere la sostenibilità delle proprie risorse energetiche. Rekke ha citato il "mercato comune" energetico che esiste in Scandinavia da decenni, dimostratosi un ottimo metodo per garantire un uso efficiente dell'energia. Ha poi ricordato l'elevato uso che la Svezia fa dell'energia idroelettrica, fonte di energia pulita e rinnovabile. Inoltre, il governo svedese ha iniziato a collaborare con i produttori nazionali di automobili e con l'industria petrolifera, per tentare di contenere la minaccia posta all'ambiente dai carburanti. "Il problema non riguarda solo i combustibili, ma anche i motori", ha aggiunto. Grazie alla ricerca, sono state trovate nuove e innovative fonti di energia, ma Rekke ammette che il loro costo è oggi uno dei maggiori problemi che presentano. L'uso limitato e l'elevato livello di tecniche e strumenti innovativi rendono tali nuove fonti di energia costose e difficilmente accessibili. "Questa è una delle sfide più importanti: stanziare fondi per la ricerca e lo sviluppo al fine di riuscire a diminuire i costi di questi carburanti". La pressione esercitata dai consumatori è fondamentale per coinvolgere il mercato, ha affermato Rekke, che ha lavorato nell'industria petrolifera prima di intraprendere la carriera politica. Parlando degli sforzi compiuti dall'industria petrolifera quando ha iniziato a studiare come fornire benzina senza piombo, ricorda che "per quanto riguarda la ricerca, i consumatori hanno avuto un ruolo altrettanto importante del governo". Rekke riconosce che tutti, politici compresi, devono agire per sensibilizzare il pubblico, in modo che i consumatori possano orientare le proprie richieste. Questi ultimi non dovrebbero preoccuparsi solo degli effetti diretti dei prodotti delle aziende, ma anche di altri aspetti, ad esempio le forniture alle aziende e i loro effetti. Il 15 maggio, lo stesso giorno della conclusione della riunione del Consiglio, il presidente della Commissione Romano Prodi dichiarava, davanti al Parlamento europeo riunito a Strasburgo, che la Commissione aveva adottato la sua proposta per una strategia comunitaria a favore dello sviluppo sostenibile, nell'ambito dei preparativi per il prossimo Vertice mondiale. Una parte di tale proposta prevede l'impegno di diminuire le emissioni di gas a effetto serra dell'un per cento ogni anno, fino al 2020, rispetto ai livelli del 1990, nonché obiettivi ambientali più ambiziosi per quanto riguarda le imposte sull'energia, con la graduale eliminazione di tutte le sovvenzioni concesse per la produzione e il consumo di carburanti fossili (questo a partire dal 2010) e, nello stesso anno, l'impegno di garantire che i combustibili alternativi rappresentino almeno il sette per cento del consumo per le vetture ed i mezzi pesanti. La proposta prevede ugualmente di assicurare che, da qui al 2010, la percentuale di trasporti stradali (rispetto al trasporto ferroviario, per vie d'acqua ed ai trasporti pubblici) non sia superiore a quella del 1998.

Paesi

Svezia

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