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"Deciphering the domestication and speciation of horses through next-generation paleogenomics using Pleistocene specimens, modern breeds and the domesticated donkey"

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Rivelato il genoma del cavallo antico

Una ricerca dell’UE ha finanziato l’analisi del genoma di un cavallo vissuto 700.000 anni fa, all’incirca nel periodo dell’estinzione di molti grandi mammiferi.

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I cavalli presentano molto materiale fossile e rappresentano un’opportunità unica di comprendere i processi genetici alla base della domesticazione e della formazione di nuove specie selvatiche. Le informazioni paleogenetiche potrebbero indicare la strada per la conservazione dei cavalli di Przewalski, ultima sottospecie superstite di cavallo selvatico, attualmente a rischio di estinzione. Al momento, esistono circa 250 esemplari che vivono allo stato selvatico. Il progetto NGP (Deciphering the domestication and speciation of horses through next-generation paleogenomics using Pleistocene specimens, modern breeds and the domesticated donkey) si è avvalso delle più recenti tecnologie disponibili per il sequenziamento massivo parallelo. Il sequenziamento di terza generazione ha analizzato non solo il cavallo di 700 000 anni fa (KYBP) giunto dal Pleistocene medio, ma sei genomi di cavallo moderno, compreso il cavallo di Przewalski, cinque razze domestiche un asino moderno. L’autenticità dei genomi è stata confermata tramite dati ricavati da cromosomi autosomici e Y, nonché da DNA mitocondriale. Uno strumento denominato mapDamage è stato oggetto di un documento a valutazione paritaria pubblicato dal progetto. Il sistema distingue tra DNA antico nel materiale fossile e genetico, rispetto a microbi e nucleotidi dovuti a danni successivi alla morte. L’analisi del DNA del Pleistocene medio ha consentito ai ricercatori di ricalcolare il periodo in cui il più recente antenato comune del cavallo e dell’asino vagava nelle pianure. In realtà, tale periodo spazia da quattro a quattro milioni e mezzo di anni fa. È il doppio del tempo utilizzato comunemente. Il genoma del cavallo di Przewalski ha evidenziato la sua diversione rispetto ai cavalli domestici risalente a 72 000 anni fa e inoltre, non ha mostrato segni recenti di incrocio con le sue controparti moderne. Quest’unico cavallo selvatico rimasto ha una diversità genetica comparabile alle razze domestiche. La maggior parte dei 1 500 cavalli di Przewalski vive in cattività e questo dato giustifica l’attuale impegno per la conservazione e la reintroduzione in natura. NGP ha dimostrato che è fattibile accedere a paleogenomi risalenti perfino al Pleistocene medio. L’utilizzo di metodi di sequenziamento d’avanguardia condurrà alla prossima generazione di paleogenomi, finora inaccessibili. Tale possibilità presenta notevoli implicazioni per la decifrazione dei misteri della biologia evolutiva.

Parole chiave

Genoma, cavallo antico, cavallo di Przewalski. Pleistocene medio, conservazione

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