Secondo Busquin, la ricerca sull'energia rinnovabile potrebbe contribuire a risolvere i problemi energetici in Europa
Il commissario europeo per la ricerca Philippe Busquin ha affermato che la ricerca sull'energia rinnovabile ha assunto un'importanza ancora maggiore a seguito dei recenti attentati terroristici negli Stati Uniti e delle ultime previsioni di un aumento della dipendenza energetica dell'Europa. Tuttavia, egli si è detto fiducioso che i programmi quadro dell'Unione europea e il proposto Spazio europeo della ricerca (SER) contribuiranno alla realizzazione di progressi in questo settore. Aprendo i lavori della conferenza svoltasi il 25 settembre sul tema "Integrazione delle fonti di energia rinnovabile e generazione distribuita nei sistemi energetici", Busquin ha affermato che è necessario intensificare la ricerca sulle energie rinnovabili: "I drammatici eventi degli ultimi giorni rendono le questioni della sicurezza dell'approvvigionamento, dell'indipendenza e dell'accessibilità dell'energia ancor più rilevanti per il nostro continente". L'UE importa circa il 50 per cento dell'energia e il 45 per cento delle importazioni di petrolio provengono dal Medio Oriente. In base alle previsioni del Libro verde dal titolo "Verso una strategia europea di sicurezza dell'approvvigionamento energetico", il grado di dipendenza energetica dell'Unione potrebbe raggiungere il 70 per cento entro il 2020-2030, situazione che rischia di essere ulteriormente accentuata dall'ingresso dei paesi candidati nell'Unione". Il Commissario ha affermato che lo Spazio europeo della ricerca è fondamentale per il decentramento delle reti nazionali di erogazione elettrica e per l'integrazione dei piccoli produttori di energia rinnovabile nel mercato energetico dell'UE. Secondo Busquin, le reti di eccellenza e i progetti integrati, attorno ai quali sarà strutturato il SER, sono essenziali per generare la massa critica e i finanziamenti su vasta scala necessari al compimento di reali progressi in questo settore. Le energie rinnovabili sono pulite, disponibili in quantità abbondanti e utilizzabili all'interno dell'Unione stessa, sostiene il Commissario. "L'integrazione ottimale di queste nuove fonti energetiche implica la necessità di concedere maggior spazio alla produzione decentrata e di adeguare le reti e i sistemi energetici a tal fine". Busquin ha affermato che il SER servirebbe "sia a sostenere il progresso tecnologico, sia a promuovere il consumo [di energia rinnovabile] mediante la riduzione delle barriere.all'utilizzo delle energie rinnovabili e alla produzione decentrata". Facendo riferimento al suddetto Libro verde della Commissione, redatto con l'obiettivo di discutere della sicurezza dell'approvvigionamento energetico nell'UE, Busquin ha aggiunto: "Uno dei messaggi chiave del Libro verde 'Verso una strategia europea di sicurezza dell'approvvigionamento energetico' consiste nel fatto che nessuna opzione energetica, da sola, è in grado di soddisfare nel prossimo futuro tutti i nostri fabbisogni energetici. Pertanto, è necessario puntare sulla diversificazione, la quale deve essere espressa nelle scelte dei responsabili politici e riflessa nelle priorità della ricerca". Rolf Bierhoff, presidente di Eurelectric, la confederazione dell'industria elettrica, concorda sull'assoluta necessità della diversificazione energetica, ma esprime preoccupazione per la mancanza di finanziamenti specifici a favore della ricerca sull'energia nell'ambito delle proposte per il sesto programma quadro (6PQ). "Alla Eurelectric siamo molto preoccupati per l'assenza, nella proposta della Commissione, di finanziamenti chiari e specifici a favore della R&S in materia di energia". Sebbene la proposta contempli il settore tematico "Sviluppo sostenibile e cambiamento globale", Bierhoff sostiene che, "purtroppo dal testo non emerge chiaramente come l'UE intenda soddisfare molte delle esigenze di ricerca energetica menzionate nel Libro verde 'Verso una strategia europea di sicurezza dell'approvvigionamento energetico' e nel 'Final report of the European climate change programme' (Relazione finale del programma europeo sul cambiamento climatico), entrambi pubblicati dalla Commissione". Busquin ha replicato affermando che alla ricerca in materia di energia è stato attribuito un ruolo chiaro nell'ambito del 6PQ. Il programma tematico "Sviluppo sostenibile e cambiamento globale", ha spiegato, comprende misure sia nel breve sia nel lungo termine a favore della ricerca in campo energetico, e le azioni a breve termine proposte sono volte a dimostrare l'impiego delle nuove energie rinnovabili, nonché le possibilità di un consumo energetico efficiente. Il Commissario ha annunciato inoltre che sono previsti interventi per quanto riguarda l'integrazione dei produttori di energia rinnovabile nelle reti di approvvigionamento esistenti, nonché il miglioramento della competitività e dell'affidabilità dei nuovi processi di produzione. Fra gli obiettivi energetici a lungo termine proposti nell'ambito del 6PQ figurano la preparazione del terreno per lo sviluppo delle fonti energetiche e della conversione, affinché si riduca la dipendenza dai combustibili fossili, soprattutto nel settore dei trasporti, attraverso l'impiego della tecnologia all'idrogeno e dei combustibili ottenuti dalla biomassa (rifiuti organici provenienti dall'agricoltura e dalla silvicoltura). Secondo Busquin, l'UE ha già compiuto notevoli progressi nel campo dell'energia rinnovabile. Attualmente, infatti, il 75 per cento dell'energia eolica mondiale proviene dall'Europa, la cui produzione di elettricità a partire da questa fonte rinnovabile ha registrato un incremento del 27 per cento nel periodo 1999-2000. La ricerca tecnologica nel campo dell'energia eolica e fotovoltaica (solare) ha già contribuito a ridurre i costi ed a migliorare l'efficienza di questi metodi di produzione energetica. Gli obiettivi dell'UE illustrati in una recente direttiva sulla promozione dell'elettricità generata da fonti rinnovabili (adottata dal Consiglio il 7 settembre) includono l'aumento della percentuale di energie rinnovabili sul consumo energetico totale dell'UE, affinché si passi dall'attuale 6 per cento al 12 per cento entro il 2010. In particolare, nello stesso periodo l'UE si propone di aumentare la produzione di elettricità a partire da fonti rinnovabili dal 14 al 22 per cento. Per rispettare gli impegni assunti nel quadro del Protocollo di Kyoto, l'Unione europea dovrà ridurre le proprie emissioni di CO2 dell'8 per cento entro il 2008-2012.