Il Consiglio d'Europa approva un trattato sulla criminalità informatica, mentre manca ancora l'e-confidence tra i consumatori
I delegati dei ministri del Consiglio d'Europa hanno approvato la prima convenzione internazionale sulla criminalità informatica. Il trattato, che comprenderà una legislazione penale sull'impiego delle reti informatiche a scopi illegali o terroristici, punta a promuovere la cooperazione internazionale nella lotta contro la criminalità informatica. Quest'azione arriva proprio nel momento in cui Consumers International (CI), una federazione globale che raggruppa varie associazioni dei consumatori, ha chiesto ai governi europei un maggiore impegno per ridurre le frodi nell'e-commerce. La bozza della convenzione sarà presentata durante una riunione dei ministri degli Esteri, che si terrà a Strasburgo l'8 novembre. I paesi membri potranno firmarla in occasione di una conferenza internazionale in programma a Budapest per la fine di novembre. La convenzione entrerà in vigore una volta ratificata da cinque paesi, tre dei quali dovranno essere Stati membri dell'UE. Gli Stati Uniti rientrano tra i paesi extracomunitari che sigleranno l'accordo. Richard Swetenham, che partecipa al piano d'azione comunitario per promuovere un uso più sicuro di Internet, ha affermato: "Gli eventi [terroristici] negli USA hanno ulteriormente concentrato l'attenzione su tali questioni; a livello europeo saranno effettuate varie dichiarazioni per rispondere alle preoccupazioni sollevate dagli Stati Uniti". La convenzione tratta nello specifico la diffusione via Internet della pornografia infantile, le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e della sicurezza in rete, nonché frodi di varia natura. Al suo interno è inoltre previsto un protocollo, che considera reato penale la pubblicazione di materiale razzista su Internet. Il trattato prende in esame anche la controversa questione dell'intercettazione di comunicazioni a scopo investigativo, chiedendo che le autorità esecutive degli Stati firmatari vengano investite di poteri, in virtù delle legislazioni nazionali, per acquisire o registrare dati. L'approvazione del trattato sulla criminalità informatica, da parte del Consiglio dei ministri, coincide con la rinnovata mobilitazione di Consumers International (CI), che sta facendo pressione sui governi europei perché garantiscano la conformità con la direttiva UE in materia di vendita a distanza, monitorando i siti e informando i consumatori sui loro diritti e doveri. L'invito ad un maggior impegno fa seguito ai risultati di uno studio, condotto da CI su scala internazionale, che dimostra come manchi ancora la fiducia tra i consumatori nei confronti dello shopping online. Il sondaggio ha ampiamente dimostrato la carenza d'informazione tra i consumatori, riscontrando che meno della metà dei siti europei informano i consumatori sul diritto di recesso da un contratto, il cosiddetto periodo di "riflessione" definito dalla legislazione dell'UE. Anna Fielder, direttrice dell'ufficio CI per le economie dei paesi industrializzati ed emergenti, ha affermato: "Nonostante Internet offra vantaggi ai consumatori in termini di convenienza e scelta, una realtà in cui molte merci non arrivano a destinazione e i commercianti non rimborsano il prezzo d'acquisto, non ispira fiducia nei confronti dello shopping online".