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La Commissione accetta due terzi degli emendamenti del Parlamento al 6PQ

Secondo il commissario per la Ricerca Philippe Busquin, la Commissione accetterà 248 dei 334 emendamenti alle sue proposte sul sesto programma quadro (6PQ), che il Parlamento europeo ha votato il 14 novembre. Gli emendamenti si concentrano prevalentemente sul contenuto delle ...

Secondo il commissario per la Ricerca Philippe Busquin, la Commissione accetterà 248 dei 334 emendamenti alle sue proposte sul sesto programma quadro (6PQ), che il Parlamento europeo ha votato il 14 novembre. Gli emendamenti si concentrano prevalentemente sul contenuto delle priorità tematiche, ma rispecchiano anche le preoccupazioni del Parlamento per la struttura del programma quadro, gli strumenti, il bilancio e le questioni di etica. Pur avendo accolto due terzi degli emendamenti, Busquin non è disposto a modificare sostanzialmente né il finanziamento alla ricerca sulla fusione nucleare, né il bilancio per l'ottava priorità, destinato a sostenere la ricerca su esigenze scientifiche e tecnologiche dell'UE non ancora definite. In merito alla questione strutturale, Busquin si è dichiarato d'accordo con l'emendamento del Parlamento che raccomanda un'unica struttura per il 6PQ, in quanto faciliterebbe lo scrutinio parlamentare. Ha aggiunto che ciascuna delle otto priorità avrà un bilancio distinto, sul quale il Parlamento potrà esercitare una funzione di controllo. Passando alle priorità, il Commissario ha affermato di condividere la riorganizzazione dei contenuti delle seguenti priorità: "Genomica e salute", "Sicurezza alimentare" e "Sviluppo sostenibile", in conformità agli emendamenti del Parlamento. Busquin ha affermato che la prima priorità, "Genomica e salute", sarà ampliata per comprendere la ricerca non solo sui genomi, ma anche su tutti gli organismi viventi, e sarà rafforzata l'attività di studio in campo medico, specialmente sul cancro. Per la quinta priorità, "Sicurezza alimentare", sarà potenziata la ricerca agricola in materia di sicurezza degli alimenti, mentre per la sesta priorità, "Sviluppo sostenibile", la ricerca sulle fonti di energia rinnovabili si affiancherà agli studi in materia di ambiente, trasporti ed energia. Come ha fatto notare Busquin, la Commissione accoglierà anche gli emendamenti che riguardano il coinvolgimento dei paesi candidati, la ricerca in materia di sicurezza, l'esclusione della ricerca sugli armamenti e l'importanza delle PMI. In risposta agli emendamenti del Parlamento sui nuovi strumenti proposti per il 6PQ, Busquin ha affermato che la Commissione "condivide in larga misura il principio da cui tali emendamenti traggono ispirazione". Come sottolinea il Commissario, i nuovi strumenti, le reti di eccellenza, i progetti e i programmi integrati previsti dall'articolo 169, che saranno introdotti parallelamente agli strumenti già esistenti per un determinato periodo di tempo, nascono dall'intenzione di integrare e semplificare le procedure gestionali, per le quali erano stati criticati gli scorsi programmi quadro. Il Commissario ha affermato che sarà applicata "entro certi limiti" la proposta di una "scala di eccellenza" avanzata da Gérard Caudron, la quale, secondo l'europarlamentare francese, migliorerebbe il funzionamento pratico del 6PQ, perché consentirebbe ai potenziali partecipanti, che stanno muovendo i primi passi in determinati campi di ricerca, di evolversi verso più avanzati centri di eccellenza. Busquin ha ringraziato il Parlamento per non essersi discostato dal bilancio proposto dalla Commissione in merito al 6PQ, che prevede un aumento del 17 percento rispetto al 5PQ. Tuttavia, ha respinto lo stanziamento di altri 100 milioni di euro richiesti dal Parlamento. "Tale aumento proposto dal Parlamento per la dotazione globale [6PQ ed Euratom] non sembra essere molto cospicuo," ha detto Busquin. "Ma, nel contempo, non lo riteniamo nemmeno adeguato". Il Commissario ha proseguito sostenendo che la Commissione aveva calcolato i fondi in base alle esigenze e alle disposizioni finanziarie riportate nel Trattato. Per quanto riguarda Euratom, Busquin ha ammesso che, in seguito al voto del Parlamento, potrebbe essere riesaminato il finanziamento destinato alla ricerca sulla fusione nucleare. Il Parlamento, infatti, auspica uno stanziamento di 1.330 milioni di euro per il programma Euratom, ossia 100 milioni di euro in più rispetto alla proposta della Commissione. Busquin ha ricordato agli europarlamentari che i 200 milioni di euro, destinati al reattore nucleare europeo ITER, sarebbero impiegati non solo per la semplice costruzione dell'apparecchiatura, ma anche per tutte le attività correlate. In merito al bilancio per l'ottava priorità tematica della Commissione, "Anticipazione delle esigenze scientifiche e tecnologiche dell'UE", per il quale gli europarlamentari auspicherebbero una riduzione di 790 milioni di euro, Busquin ha sottolineato che è importante non travalicare i bisogni reali prevedibili, né privare i ricercatori di risorse per soddisfare le esigenze di tale priorità. Secondo Busquin, "essa si riferisce in particolare alla ricerca per la riforma della politica agricola comune, la valorizzazione della politica della pesca, la salute pubblica, la giustizia e la sicurezza, argomenti che non possono essere trattati in modo adeguato dalle definizioni delle altre priorità". A proposito di etica, Busquin ha affermato che la Commissione avrebbe sicuramente escluso la ricerca sulla clonazione umana finalizzata ad alterare il nostro patrimonio genetico. Concludendo la sua risposta al voto del Parlamento, Busquin ha sottolineato l'importanza di migliorare il coordinamento dei programmi di ricerca nazionali e di semplificare la gestione del programma quadro a beneficio delle piccole imprese.

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