La collaborazione internazionale conduce ad un'importante scoperta sulle funzioni dei geni
Un progetto di ricerca collaborativa, realizzato con la partecipazione di scienziati del Regno Unito e della Danimarca, ha condotto ad un importante passo avanti nella rivelazione dei segreti del genoma umano. La ricerca è stata svolta da un gruppo di scienziati del Wellcome Trust Biocentre dell'Università di Dundee, al quale il Research Assessment Exercise (organismo britannico che verifica e valuta la ricerca) ha attribuito un punteggio di cinque stelle per la ricerca internazionale svolta in collaborazione con ricercatori dell'Università di Odense (Danimarca). Gli scienziati hanno individuato oltre 270 proteine umane, sintetizzate in una parte della cellula detta "nucleolo", dove si trova la "fabbrica" delle proteine. Sono quindi stati classificati 18 nuovi geni umani. Il recente completamento della sequenza del genoma umano ha descritto i geni presenti nelle cellule di tutti gli esseri umani, ma non ha svelato le funzioni della maggior parte di questi geni, né ha individuato il luogo dove agiscono all'interno della cellula. Il professor Angus Lamond, che ha diretto il team presso l'istituto di scienze biologiche dell'Università di Dundee, ha dichiarato che questo lavoro costituisce un importante passo avanti, giacché "il Progetto Genoma Umano [la mappatura del genoma umano] ha descritto il codice fondamentale del DNA, ma non ce ne ha rivelato le funzioni". Il Professore ha paragonato tale situazione ad "una biblioteca della quale conosciamo tutti i libri, ma non disponiamo di un modo per classificarli". Lamond ha dichiarato che l'individuazione delle proteine nel nucleolo permetterà agli scienziati di isolare le proteine malate e bersagliarle poi con i farmaci. Ha aggiunto che queste scoperte potrebbero avere importanti implicazioni per la terapia medica del futuro, e che "il Progetto Genoma Umano ha costituito un punto di partenza e non una conclusione". Il professor Matthias Mann, che ha diretto il team di ricerca danese, ha descritto i lavori come "un importante risultato tecnico ed il maggiore studio di questo tipo finora effettuato". Il professor Lamond, che ha lavorato presso il Laboratorio europeo di biologia molecolare (EMBL) di Heidelberg (Germania) dal 1987 al 1995 e presiede l'associazione degli ex allievi di tale struttura, ha dichiarato che la collaborazione con gli scienziati danesi ha costituito un buon esempio del tipo di collaborazione prevista dal commissario Busquin per lo Spazio europeo della ricerca. "Sono convinto assertore dell'idea di abbattere le barriere alla collaborazione", ha affermato.