Skip to main content

Article Category

Notizia

Article available in the folowing languages:

La Presidenza danese auspica di raggiungere un compromesso sulla bioetica nel 6PQ

Secondo quanto dichiarato al Notiziario CORDIS da Knud Larsen, primo consulente presso il ministero danese della Scienza, della Tecnologia e dell'Innovazione, la Danimarca, che attualmente detiene la Presidenza dell'UE, ha elaborato un compromesso in materia di bioetica per il...

Secondo quanto dichiarato al Notiziario CORDIS da Knud Larsen, primo consulente presso il ministero danese della Scienza, della Tecnologia e dell'Innovazione, la Danimarca, che attualmente detiene la Presidenza dell'UE, ha elaborato un compromesso in materia di bioetica per il sesto programma quadro (6PQ), al fine di superare la "spaccatura" fra gli Stati membri. Se verrà accettato da questi ultimi, l'accordo aprirà la strada all'adozione dei programmi specifici. Il compromesso è incentrato sull'impegno ad elaborare una serie di dettagliate disposizioni di attuazione sul controllo bioetico delle attività di ricerca nel campo delle scienze della vita che implicano l'utilizzo di embrioni umani e cellule embrionali staminali umane. Tali disposizioni dovrebbero essere elaborate entro il 31 dicembre 2003 e prima di allora le attività di ricerca in questione non riceveranno alcun finanziamento comunitario, ad eccezione di alcuni casi specifici. A ciò si aggiunge l'impegno della Commissione a garantire che nell'ambito del 6PQ non vengano finanziate attività di ricerca nelle tre "aree off limit", così come le ha definite Larsen, ovvero la ricerca finalizzata alla clonazione umana a scopo riproduttivo, la modificazione del patrimonio genetico degli esseri umani e la creazione di embrioni umani esclusivamente a fini di ricerca o per la fornitura di cellule staminali. Secondo Larsen, l'accordo di compromesso è necessario al fine di superare la "spaccatura fra i paesi europei". A suo avviso, l'Europa si presenta divisa in due per quanto riguarda la posizione sulla bioetica: da un lato, vi sono i paesi con un atteggiamento piuttosto liberale, come il Regno Unito, la Svezia e la Finlandia, e, dall'altro, i paesi con normative nazionali piuttosto severe in materia, come la Germania e l'Irlanda, dove questo tipo di ricerca è limitata per ragioni costituzionali. "L'inventiva nella scienza e nella tecnologia, così come un'autentica innovazione nelle loro applicazioni, deve andare di pari passo con una debita riflessione su qualsiasi sfida che esse pongono all'umanità. Mi piace pensare alla 'libertà responsabile' come tratto distintivo degli sforzi europei in questo settore. Personalmente, non vedo base più solida per una vera e propria economia basata sulla conoscenza", ha affermato il ministro danese della Scienza, della Tecnologia e dell'Innovazione Helge Sander. La proposta relativa ai programmi specifici è l'unica sezione del pacchetto del 6PQ sulla quale non è stato ancora raggiunto un accordo. Con l'approssimarsi della scadenza del quinto programma quadro (5PQ), alla fine del 2002, la necessità di giungere ad un accordo diventa quanto mai impellente. Per tale ragione, la Presidenza propone agli Stati membri che il Consiglio adotti i programmi specifici in base ad una procedura per iscritto intorno alla metà agosto, prima della tradizionale pausa estiva. Come ha spiegato Larsen, nel corso delle prossime settimane verrà ultimato il testo definitivo del compromesso, tradotto in tutte le lingue comunitarie ed inviato ai ministri della Ricerca dell'UE. In teoria, il processo basato sulla procedura per iscritto dovrebbe richiedere fino ad un massimo di 10 giorni, al termine dei quali i programmi specifici si riterranno adottati. Le linee guida annunciate nel compromesso verranno redatte in seguito al dibattito del Consiglio in merito a tale argomento, che avverrà nel settembre del 2003, sulla base di una relazione della Commissione.

Paesi

Danimarca

Articoli correlati