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Secondo gli eurodeputati, il divieto temporaneo di finanziare la ricerca sulle cellule embrionali minaccia una crisi istituzionale

I membri della commissione per l'industria, il commercio esterno, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo hanno accusato il Consiglio di violazione dei trattati comunitari e dei diritti di codecisione del Parlamento europeo con l'adozione di un divieto temporaneo dei fin...

I membri della commissione per l'industria, il commercio esterno, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo hanno accusato il Consiglio di violazione dei trattati comunitari e dei diritti di codecisione del Parlamento europeo con l'adozione di un divieto temporaneo dei finanziamenti della ricerca sulle cellule staminali embrionali umane e sugli embrioni umani, nell'ambito del sesto programma quadro (6PQ). Il presidente della commissione Carlos Westendorp Y Cabeza ha sostenuto che il divieto, iniziato alla fine di luglio, è in contraddizione con l'accordo ottenuto in seguito al compromesso sul 6PQ adottato dal Parlamento e dal Consiglio. L'eurodeputato ha dichiarato che, con l'adozione di questa decisione relativa al programma quadro, il Consiglio aveva preso in ostaggio parte del mondo della ricerca: gli studi sulle cellule staminali embrionali. Diversi parlamentari hanno posto in dubbio la legittimità costituzionale della decisione ed il Consiglio è stato accusato di sottovalutare la buona fede del Parlamento. La commissione ha deliberato che, prima di presentare una risposta, sottoporrà la questione ai coordinatori dei gruppi politici ed eventualmente consulterà il servizio legale del Parlamento. La decisione, che rappresenta essa stessa un compromesso in seno al Consiglio, era stata adottata per impedire una scissione tra i paesi europei, che avrebbe potuto spaccare in due l'Europa sulla posizione in tema di bioetica. Il ministro danese della Scienza, della Tecnologia e dell'Innovazione Helge Sander ha difeso la decisione davanti alla commissione, sostenendo che essa non aveva modificato l'intenzione dell'UE di finanziare questo tipo di ricerca nel lungo termine, ma aveva concesso al Consiglio maggiore tempo per elaborare norme attuative più dettagliate. Nella decisione si afferma che il Consiglio deve stabilire, entro il 31 dicembre 2003, delle precise misure attuative in merito al vaglio in termini di bioetica delle attività di ricerca che prevedano l'uso di embrioni umani e di cellule staminali embrionali umane. Il finanziamento di tali attività da parte dell'UE sarà quindi rinviato fino a tale data, ad eccezione di alcuni casi specifici. Nel settembre del 2003, il Consiglio dibatterà tale argomento sulla base di una relazione della Commissione europea. Tuttavia gli europarlamentari ed il ministro danese hanno evidenziato che la ricerca sulle cellule staminali costituisce solo una piccola parte dei 17,5 miliardi di euro disponibili nell'ambito del 6PQ. Gli eurodeputati hanno ricordato al ministro che il Parlamento europeo intendeva inizialmente adottare norme etiche più specifiche in merito ai finanziamenti (ed aveva infatti agito in questo senso in prima lettura) ma che era stato il Consiglio a non trovare un accordo per una formulazione comune e quindi a depennare dal testo l'intero paragrafo attinente.

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