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Contenuto archiviato il 2023-01-01

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I punti di contatto nazionali analizzano le implicazioni del 6PQ

Sebbene nei rispettivi paesi rappresentino la fonte d'informazione sui programmi di ricerca dell'UE, dal 28 al 30 ottobre, i punti di contatto nazionali (PCN) si riuniranno a Bruxelles per partecipare loro stessi ad una speciale sessione di formazione sul sesto programma quadr...

Sebbene nei rispettivi paesi rappresentino la fonte d'informazione sui programmi di ricerca dell'UE, dal 28 al 30 ottobre, i punti di contatto nazionali (PCN) si riuniranno a Bruxelles per partecipare loro stessi ad una speciale sessione di formazione sul sesto programma quadro organizzata dalla Commissione. Ciascuno Stato membro e paese associato ha i propri PCN incaricati di fornire informazioni sui programmi quadro di ricerca europei alle organizzazioni situate all'interno del loro territorio. Il sesto programma quadro (6PQ) verrà lanciato l'11 novembre e la manifestazione della Commissione è volta a comunicare ai PCN le peculiarità del nuovo programma. Il Notiziario CORDIS ha incontrato alcuni PCN di tre paesi europei, ai quali ha chiesto come cambierà il loro ruolo nell'ambito del 6PQ e quale effetto eserciterà il nuovo programma quadro sulla ricerca nei rispettivi paesi. Gli istituti di ricerca, le università e le società dei Paesi Bassi vantano un'assidua partecipazione ai precedenti programmi quadro dell'UE. Oltre 500 manifestazioni d'interesse per il 6PQ hanno visto la presenza di partner olandesi e il governo dei Paesi Bassi vorrebbe che il paese fosse rappresentato in ogni singolo progetto collaborativo. Per quanto improbabile, tale auspicio riflette l'ambizione degli olandesi ad assumere un ruolo guida nell'ambito della ricerca europea. Eelco Denekamp è il responsabile dell'ufficio di collegamento con l'UE presso il ministero olandese dell'Economia, nonché uno dei PCN del paese. Egli ritiene che il 6PQ sarà più competitivo e selettivo rispetto ai precedenti programmi e confessa che molti ricercatori nei Paesi Bassi devono ancora adattarsi al nuovo sistema. Uno dei principali obiettivi di Denekamp consiste nell'ampliare la rete degli altri PCN con i quali egli è in contatto, vista la maggiore enfasi posta sulla collaborazione internazionale nell'ambito del 6PQ e la partecipazione, per la prima volta, dei candidati all'adesione in qualità di partner a tutti gli effetti. "Disponiamo di un programma nazionale di assistenza per i paesi candidati e il nostro obiettivo è agire in modo proattivo trovando partner dei paesi candidati interessati a lavorare su progetti condotti da olandesi", ha affermato Denekamp. Per il più piccolo dei paesi candidati, Malta, il 6PQ comporta sfide di natura diversa. Alla luce del forte accento posto dal nuovo programma sulla massa critica e la qualità dei partner di ricerca, le istituzioni maltesi dovranno ottimizzare le loro limitate risorse al fine di sostenere i buoni progressi che hanno compiuto nel corso dell'ultimo programma quadro. Ray Muscat, PCN e direttore operativo presso Kordin, afferma che per un "micropaese" come Malta, la piena integrazione al 6PQ è l'unica alternativa possibile, tuttavia egli prevede una certa resistenza iniziale ai cambiamenti che ciò comporterà. "La struttura del 6PQ è più semplice ed è più orientata alle PMI [piccole e medie imprese], fattore che andrà a vantaggio della ricerca maltese". Muscat ritiene, tuttavia, che il processo di raggruppamento delle capacità di ricerca all'interno del paese, al fine di raggiungere i livelli di competenza richiesti, rappresenterà una sfida notevole. Jesmond Xuereb, PCN presso il Consiglio maltese per la Scienza e la Tecnologia, auspica che i cambiamenti apportati grazie alla partecipazione del paese al 6PQ vadano ben oltre il collegamento fra le istituzioni. Come ha dichiarato al Notiziario CORDIS: "Spero che la nostra effettiva collaborazione nell'ambito del 6PQ giustifichi un aumento della spesa nazionale per la ricerca. I risultati ottenuti nell'ambito del 5PQ hanno contribuito al sostegno di questa tesi, ma spero che il 6PQ riesca a consolidarla ulteriormente". I paesi più piccoli non sono i soli ad essere lieti della maggiore enfasi posta sulle PMI nell'ambito del 6PQ. Jayne Sutcliffe di Beta Technology e PCN per l'innovazione e le PMI nel Regno Unito, si dice ottimista in merito alla disponibilità di risorse per le aziende più piccole nell'ambito del nuovo programma. "I fondi a disposizione delle PMI sono molti, ma la sfida consiste nel convincerle a partecipare", ha affermato la Sutcliffe. "La priorità assoluta per le piccole imprese è quella di gestire la propria attività, ma le opportunità esistono". E neppure le PMI saranno le sole a beneficiare della partecipazione ai progetti collaborativi. Come spiega la Sutcliffe: "La partecipazione delle PMI fornirà ai progetti una prospettiva totalmente diversa. Le imprese più piccole e dinamiche sono spinte da motivazioni completamente differenti da quelle delle grandi società e istituti di ricerca". È naturale, pertanto, che durante la sessione di formazione, i PCN si concentreranno sugli aspetti del 6PQ che riguardano maggiormente la realtà della ricerca nei rispettivi paesi. Tuttavia, nonostante i loro diversi approcci al programma, la presenza alla manifestazione della rete collettiva dei PCN, provenienti da oltre 30 paesi europei, e i preparativi nei quali essi sono impegnati, suggeriscono che le differenze fra il quinto e il sesto programma quadro andranno ben oltre il semplice cambiamento di denominazione.

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